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Crisi in Comune

E’ il giorno della baby giunta?

Ennesima fumata nera: il sindaco rinvia, ma adesso il tempo stringe Il muro contro muro non si sgretola. Bergamin potrebbe varare un esecutivo a ranghi ridotti

E’ il giorno della baby giunta?

Ormai a palazzo Nodari si è a livello di circolo vizioso. Di cane che si morde la coda, o che ci prova senza riuscirci. Insomma non se ne esce da questa crisi istituzionale che da quasi tre settimane tiene una città senza giunta, con un sindaco solo al comando ma senza deleghe, e con i partiti politici che non vogliono formare una maggioranza, ma nemmeno fare il grande salto e pronunciare il canonico “extra omnes”.

Qualcosa però potrebbe essere scaturito dal vertice serale in casa Lega. Il coordinatore veneto Toni Da Re, atteso, non è però sceso a Rovigo. Ma ha inanellato telefonate per convincere i suoi che Bergamin, in fondo, è solo “un compagno che sbaglia”. E che bisogna dargli un po’ di fiducia. Ma anche Da Re si è scontrato contro la fatidica quota 17: i leghisti sono anche pronti a formare un “contratto” con il resto della maggioranza, ma prima vogliono leggere in calce al foglio le altre 9 firme. Che non ci sono. E non vogliono in giunta Sguotti e Saccardin, a cui il sindaco non vuole e non può rinunciare.

17 e non più 17 Ovviamente non è stata raccolta alcuna firma a sostegno del sindaco, non c’è alcun documento per sigillare un “patto di sangue” fra gli ipotetici 17 consiglieri di maggioranza. Addirittura pare che ora il sindaco neghi che un simile impegno sia stato preso al vertice del centrodestra di venerdì scorso, che non ci sia alcun tentativo di raccogliere 17 voti prosindaco. Ma tutti i consiglieri comunali del centrodestra (con poche eccezioni) ammettono che l’impegno era stato assunto proprio dal sindaco di fronte ai segretari di Lega e Forza Italia. Ma ormai nessuno ci capisce più niente.

E gli sherpa delle opposte fazioni (un tempo un’unica coalizione) mettono in giro di tutto. Come la voce che in caso di commissariamento del Comune salterebbero i contributi a questa o quell’associazione (nello specifico al Rugby, come ha sostenuto un consigliere di Forza Italia fedelissimo del sindaco).

O come l’allarme lanciato per l’Iras e l’operazione cessione di parte di Casa Serena all’Ater per consolidare il bilancio Iras e realizzare alloggi e la sede della polizia locale (come ha fatto Paolo Avezzù). In realtà non pare che per questa operazione ci siano termini perentori.
Il nuovo esecutivo potrebbe comunque arrivare oggi, con o senza consiglieri leghisti e forzisti in campo. I nomi che circolano, per la cronaca, sono sempre quelli: Gianni Saccardin, Alessandra Sguotti, Stefano Falconi, Susanna Garbo e Franco Berti (in un’ipotetica quota Lega non ratificata però dal partito).
Giunta e prefettura I rinvii del sindaco ormai non si contano, ma l’impressione è che oggi potrebbe sorprendere tutti e presentare l’esecutivo a ranghi ridotti.

Ma c'è anche chi avanza la possibilità di un ricorso al prefetto per segnalare lo stallo che blocca l’attività del Comune.
L'obiettivo? Allungare il brodo fino alla fine della settimana significa avvicinarsi alla data del 24 febbraio, ultimo giorno in cui cadendo l’amministrazione comunale si potrebbe andare al voto nel prossimo maggio. Potrebbe essere questo l’obiettivo. E fra chi non si contrappone al sindaco c’è chi dice che Bergamin potrebbe anche andare avanti senza partiti e arrivare al bilancio, a quel punto una maggioranza di 17 voti, si sostiene, si formerà grazie ai vari “soccorsi”, giallo o rossi che siano. 

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