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Porto Viro

Volti giovani al Berny Caffè

Continua il viaggio alla scoperta dei locali della città

E’ uno dei locali più giovani di Porto Viro, in tutti i sensi. Il Berny Caffè ha aperto ufficialmente i battenti il 23 giugno 2017.

Il titolare Matteo Bernardi e i dipendenti Matteo ed Elisa, tutti e tre provenienti dalla provincia di Venezia, hanno portato a Porto Viro una ventata d’entusiasmo e tanta allegria durante gli eventi live.

I tre si sono integrati alla perfezione con la gente del posto, all’interno di queste mura si respira un clima sereno e cordiale.


I baristi Matteo ed Elisa, originari di Chioggia, affermano in coro: “Siamo aperti da quasi due anni, ci troviamo bene e la gente è socievole, in generale siamo soddisfatti di come sta andando l’attività”.

Sono diversi i punti di forza del Berny Caffè: “Colazioni, pause pranzo veloci e aperitivi nel pomeriggio con buffet e stuzzichini - dicono Elisa e Matteo - e poi tutti i venerdì sera facciamo il karaoke, i ragazzi si divertono moltissimo”.

Sono cambiate tre gestioni, ma quella statua è sempre rimasta al suo posto. Adesso sorveglia con attenzione la titolare, è diventato un vero portafortuna.

La Dea bendata “osserva” Melissa Pregnolato dal giugno 2015, quando la portovirese ha deciso di fare un passo importante e rilevare l’attività del “Cafè Roma”.

“Ero senza un lavoro - Melissa ricostruisce le tappe - ho fatto un investimento, ho preso il locale assieme un amico, poi lui se ne è andato e io invece sono rimasta”.


La crisi economica a volte si fa sentire, ma Melissa appare fiduciosa: “Questo lavoro mi piace, ormai ho la mia clientela fissa”.

E poi c’è la statua, la titolare la indica: “E’ sempre rimasta qui dal 2000, fin dalla prima gestione. Alla fine l’ho tenuta pure io e mi sono affezionata alla Dea bendata”. Immancabile la foto di rito, nella speranza porti ancora fortuna. 


Pregnolato si sofferma sulla clientela: “Ci sono persone di Porto Viro e gente che, invece, arriva dai paesi limitrofi. Lavoriamo prevalentemente con le colazioni e, poi, anche con gli aperitivi. Dalle 12 arrivano i giocatori di tressette rovescio. Alcuni fa abbiamo organizzato eventi serali, ma adesso sono rimasta da sola a gestire il locale e, quindi, chiudo un po’ prima”.

Un soprannome ti segue per tutta la vita. E’ il caso di Gianluca Banin, che ha deciso, 29 anni fa, di chiamare Gian Burrasca la sua pasticceria.

“Da piccolo combinavo le marachelle e tutti mi chiamavano in quel modo, così ho scelto di dare il nome di Gian Burrasca al mio locale”.

Un dolce risveglio per tutti i clienti, che da quasi 30 anni si recano qui per il sacro rituale della colazione.

Sulla "Voce" di sabato 30 marzo due pagine intere dedicate a Porto Viro

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