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ARQUA’ POLESINE

“Da 10 anni ostaggio dei vandali”

Nella notte, nuovo raid con imbrattamento. Una famiglia esasperata dagli assalti continui

“Da 10 anni ostaggio dei vandali”

Il nuovo imbrattamento: nonostante ore di lavoro con l'idropulitrice, i segni neri sono ancora evidenti

Un nuovo raid vandalico, nella notte tra venerdì e ieri. Catrame e altre sostanze imbrattanti scagliate contro la casa, secondo un copione ormai divenuto una consuetudine, ma non per questo meno traumatica o più facile da sopportare. Semplicemente, un lungo incubo, che sta vivendo una famiglia di Corné, frazione di Arquà Polesine.

Un fenomeno clamoroso, che non è bastato a frenare neppure una indagine dei carabinieri della locale stazione, che aveva portato alla individuazione dei presunti responsabili.

Per alcuni giorni, la famiglia è vissuta nella speranza che l’incubo fosse finito. Invece no. Tutto è ricominciato, poco per volta, magari con una cadenza maggiormente rarefatta rispetto a prima. Ma la sostanza non cambia.

E ora la misura è colma. “Basta, adesso basta davvero”, dice Nicola Buson, il principale bersaglio dei vandali che, oltre alle sostanze imbrattanti, colpiscono anche con scritte infamanti, che non appaiono solo in paese, ma anche in vari luoghi affacciati sulla Statale.

“E’ chiaro che anche io sono ferito - spiega - ma la mia preoccupazione è per i genitori. Sono anziani, ci stanno male, non è possibile che debbano vedere la loro casa presa di mira in questa maniera. Io non voglio che muoiano per questa storia. Non è possibile”.

Ciò che, per i Buson, riesce maggiormente inspiegabile è il fatto che, nonostante una indagine che dovrebbe avere gettato chiarezza sulla dinamica di questi reiterati vandalismi, non sia possibile in qualche modo porre un freno al ripetersi del fenomeno.

La giustizia ha, chiaramente, i suoi tempi. Ma a volte è difficile attendere. “Io non ne posso davvero più - conclude Nicola - Io non voglio che i miei genitori muoiano per questa storia”.

Intanto, a casa Buson, dopo un nuovo assalto, la vita si sforza di continuare. Si cancellano i segni alla meno peggio, con la idropulitrice, e si cerca di fare finta che sia tutto normale e di continuare a credere che, prima o poi, finirà.

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