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L'inchiesta

Il riscatto di Irene, bullizzata in Rete

La giovane portotollese è stata vittima di un gruppo che odiava gli obesi.

Il riscatto di Irene, bullizzata in Rete

Irene Finotti, 31 anni, di Porto Tolle, è una giovane donna brillante e piena di risorse. Lo ha dimostrato due anni fa, nel 2017, quando dopo essere stata vittima per un anno e mezzo di una campagna social in vari gruppi Facebook da milioni di follower, solo perché era sovrappeso, ha deciso di raccontare tutto a Selvaggia Lucarelli, la famosa blogger e giornalista, e di venire allo scoperto. Di cyberbullismo e di “revenge porn” (vendetta porno), diventato reato con la nuova legge approvata in questi giorni, Irene ne sa qualcosa.

“Nel 2015 ero obesa e mi ero chiusa sempre di più in me stessa. Ero reduce da alcune delusioni in amore e in alcune amicizie, come capita spesso, il lavoro non andava benissimo avevo 27 anni e così invece di affrontare il problema e parlare con la mia famiglia, ho trovato rifugio nel cibo. Di mese in mese il mio fisico peggiorava - racconta Irene - e a quel punto mi sono chiusa sempre di più. E’ stato così che sono entrata in alcuni gruppi Facebook come ‘Sesso, droga e Pastorizia’ o ‘Welcome to Favelas’”.

Un ragazzo di Piacenza, probabilmente spinto da questa amministratrice del gruppo, si è avvicinato a me su messanger. Aveva qualche anno in più di me”. Dal contatto virtuale a quello reale, i due giovani si incontrano a Porto Tolle. “Lavoravo al villaggio Barricata facevo la stagione. Ci incontriamo, passiamo una serata a casa di amici e decide di rimanere. Due notti e tre giorni. Dopo che siamo stati insieme, però, mi ha scaricata via sms. Per me è crollato il mondo addosso"

Un mese dopo, Irene scopre perché avvertita da qualche sua amica virtuale che con una sua foto rubata durante il flirt a Porto Tolle con il giovane di Piacenza, avevano creato un altro profilo fake. “Si chiamava Imene Balenotteri. Vado a controllare questo profilo pubblico e vedo alcune foto prese dal mio profilo e poi quella scattata a Porto Tolle dove avevo i capelli blu i tatuaggi erano i miei. Per fortuna ero di spalle. Tutto per dimostrare che non ero la ragazza carina a mezzo busto. Volevano mostrare la foto del mio quintale”.

L'intervista completa sulla Voce in edicola il 4 aprile

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