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Comuni al voto

Villanova Marchesana, il paese che si svuota

Nessun servizio a portata di mano, “bisogna spostarsi”. Il giovane: “Manca un pub per noi”. La pensionata: “I rom ci fanno paura”

Non è piccolo come Canda o Calto, ma Villanova Marchesana con i suoi 912 abitanti, di cui 771 chiamati al voto del prossimo 26 maggio, ci va molto vicino. Nel 2011 gli abitanti erano mille, in otto anni, dunque, un’emorragia di cittadini.

“Gli anziani muoiono - spiega Vinicio, 65 anni, operatore del Comune - mentre molti giovani sono emigrati verso Milano e Torino. Noi stiamo bene, ma mancano le attività, prima c’erano due o tre bar, il cinema è scomparso già anni fa. Per muoverti devi prendere la macchina”. 


La cosa positiva è la mancanza di caos rispetto alla città: fin troppo tranquilla.
Anche se c’è chi dorme con un occhio chiuso e uno aperto per via della presenza di un’enclave di rom. Luigia, 71 anni, non è contenta di come vanno le cose: “Abbiamo paura. Inoltre il paese è diventato più sporco. Gettano immondizia dappertutto senza rispetto”.
A lei che è pensionata, anche se molto attiva, mancano i servizi principali: “Le poste sono aperte solo lunedì, mercoledì e venerdì. Per la banca dobbiamo andare a Crespino. Non c’è nemmeno un’edicola. Ti devi spostare anche in questo caso fino a Crespino. Negli anni è peggiorato tutto. Meno male che abbiamo la parrucchiera”.
Lungo la via principale del paese, via Roma, sembra di camminare in un paese del lontano West americano, tra case di inizio secolo non ristrutturate e serrande abbassate.


Nico, 42 anni, operaio immigrato, giudica il centro di Villanova Marchesana, “noioso, non ci sono giochi per i bambini, tranne uno scivolo e due altalene. Bisogna andare a Rovigo o ad Adria. Ma sono 40-50 chilometri distanti da qui. Devi avere la macchina per spostarti, io faccio almeno 60 - 70 chilometri al giorno e il gasolio non me lo regalano di certo”.


Si gode il sole della primavera Marco, 23 anni, l’unico giovane che incontriamo in centro a Villanova Marchesana. “Io sto bene, i giovani dai 20 ai 30 anni sono circa 50, ma manca un pub per i giovani, non ci sono attività, non c’è più niente qui. Per fare qualcosa bisogna andare a Rovigo o ad Adria, allora sto a casa e mi guardo un film. Io andrei volentieri a vivere in Spagna”. La sicurezza? “Qui nessuno è sicuro. I rom, li vedi, hanno tutti i furgoni, vanno a rubare il ferro e altro. Ma qui non fanno niente, magari arrivano altri a rubare qui”.

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