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L'intervista

Cacciari: vaffa a questa autonomia

Sul regionalismo: “Nella riforma di federalismo non c’è traccia, è solo una questione di quattrini”

Cacciari: vaffa a questa autonomia

“La questione dell’autonomia regionale? E’ solo una questione di quattrini, il federalismo non c’entra proprio niente”.

“Il debito di Roma spalmato su tutta Italia? Niente di nuovo, è colpa delle amministrazioni cittadine e dello Stato che per anni non ha saputo controllare, ed è quindi connivente”.

“I cittadini italiani? Non hanno mai voluto ascoltare quello che sostengo da anni, loro, voi, avete votato i politici che governano lo Stato e le città. Non hanno capito un c... e quindi a chi ora protesta come se cadesse dalle nuvole dico vaffa...”. Il Cacciari pensiero emerge in tutta la sua chiarezza e durezza verbale. Il professore di filosofia, ex sindaco di Venezia e da sempre voce critica della sinistra italiana, dice la sua su autonomia e questione romana.

La questione del debito della città di Roma non scandalizza più di tanto Cacciari, o meglio non lo sorprende non essendo affatto una novità: “Se le città sono mal governate - spiega - bisogna che qualcuno si faccia carico dei debiti e quindi, visto che le amministrazioni comunali non possono fallire, deve intervenire lo Stato. Chi fa polemiche dice delle stupidaggini perché basta ragionare per capire. Lo Stato dovrebbe avere gli strumenti per controllare che le città, ma anche le Regioni, non facciano debiti. Lo Stato deve intervenire, era successo anche a New York, tanto per fare un esempio”. Questo in generale, nello specifico della capitale italiana, poi: “Da anni a Roma c’è stata connivenza tra incapacità del governo della città e mancato controllo dello Stato, anzi direi quasi da sempre. Ma guardate che è successo anche alla Regione Sicilia, e pure in altre regioni”.

E così il politico e filosofo italiano si ricollega al tema dell’autonomia regionale e del federalismo: “D’altra parte non si è messa mano ad alcuna riforma di senso federale per responsabilizzare le Regioni. E siamo addirittura passati da un federalismo secessionista all’annullamento assoluto di qualsiasi discorso relativo al riassetto federale dello Stato”.

Quindi l’indice puntato contro parte dei cittadini della sua Regione e contro il partito della Lega: “I veneti hanno votato Lega per anni, illudendosi per anni con le palle che venivano raccontate sul federalismo. E tutti voi avete mai dato ascolto a chi parlava e diceva certe cose? E quindi andate aff... no? Poco, anzi nessun credito, inoltre, all’attuale processo sull’autonomia regionale, che riguarda in primis Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, anzi l’ex primo cittadino di Venezia lo bolla come “una mera richiesta di quattrini, nient’altro. Senza alcuna dignità di riforma istituzionale. Solo una richiesta di denaro per trattenere più soldi derivanti dalle entrate fiscali, tutto qua”.

Un’analisi forse fatalista, o rassegnata, ma che sa individuare anche chi, parlando di amministrazioni locali, alla fine è costretto a pagare anche per responsabilità non proprie: “Tutto ricade sui Comuni, tutto finisce lì e sui cittadini obbligati a pagare anche senza rendersene conto”.

Cacciari si sente come chi per anni ha predicato nel deserto, ben sapendo che “si tratta di discorsi fatti e rifatti, tanto nessuno li ascolta”. Infine l’affondo finale, ad alzo zero: “Ma è anche colpa degli stessi italiani, o veneti, che hanno votato e continuano a votare in un certo modo. Se non volete capire un c..., non capite un c.... non c’è niente da fare”.

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