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Il degrado dilaga in Canareggio

Lo storico quartiere era mostrato dai civici come emblema dell’inefficienza di Barbujani

Nei due anni precedenti alla conquista di palazzo Tassoni da parte Omar Barbierato, il quartiere di Canareggio è stato issato dai civici come vessillo per mostrare l’inefficienza della giunta Barbujani.


La campagna mediatica inondava quasi quotidianamente i social con foto e filmini, uno venne girato in notturna affinché le luci soffuse nell’oscurità contribuissero a esaltare la drammaticità della situazione: erano le “passeggiate” turistiche per mostrare i pericoli che si correvano in quella zona.

A nove mese di distanza dall’insediamento di Barbierato, la situazione di Canareggio è pure peggiorata.

La prima cosa che balza agli occhi è lo stato di generale degrado tra sporcizia e incuria: scarsa la pulizia nel tratto di strada che costeggia il Canalbianco dall’incrocio via Cavallotti/via Sette Camini al ponte ciclopedonale “Calatravino”.

Nell’angolo verde dove è stata posizionata la panchina e la fontanella donata dal Rotary club, il cestino dei rifiuti è spesso strapieno e non viene svuotato con regolarità, i residenti riferiscono che spesso i rifiuti cadono a terra e così sono costretti a chiamare gli operatori.

In quell’angolo verde sono state messe a piantumazione quattro alberelli, uno non è sopravvissuto ma nessuno ha provveduto a sostituirlo nonostante i segni del decesso risalgano a diversi mesi fa.

Il tratto di strada che costeggia il Canalbianco, in porfido leggero, ovviamente riservato al passaggio dei residenti, quindi al riparo dal passaggio di altri mezzi, evidenzia tutta una serie di criticità a causa della scarsa manutenzione: cubetti di porfido sollevati e staccati, diverse zone senza cubetti ricoperte da asfalto o cemento, un tombino aperto dove si intravede uno sprofondamento che potrebbe creare una situazione di pericolo, alcuni tratti di lastre di pavimentazione staccate.

A tutto questo si aggiunga la coltivazione incolta a ridosso delle abitazioni e lungo il parapetto dell’argine.

Alcuni giorni fa un automezzo della raccolta rifiuti è andato a sbattere contro un paracarri a protezione dell’angolo di un’abitazione, lasciando i segni sul muro di una casa.

Sulla "Voce" di mercoledì 22 maggio l'articolo completo.

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