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Antonietta, soprano tra gli angeli

Il commosso ricordo delle tante persone che le volevano bene

Antonietta, soprano tra gli angeli

Profondo cordoglio ha suscitato in città e a Bottrighe la scomparsa della soprano Antonietta Ventura, aveva 85 anni. Lascia il marito Antonio e la figlia Antonella, direttrice del coro femminile Plinius.

In tanti hanno voluto partecipare all’ultimo saluto in Cattedrale, nella celebrazione commentata dai canti del Plinius diretto, in questa circostanza, dal maestro Bepi De Marzi, celebre compositore vicentino, molto legato ad Antonella e alla sua famiglia.

Antonietta era nata a Cavarzere ed è mancata nella sua abitazione di via Malfatti circondata dall’affetto della famiglia. Sposata con Antonio Pavan, perito industriale, originario anch’esso di Cavarzere, già capo reparto, prima allo zuccherificio, poi alla Biacor di Bottrighe, nonché apprezzato insegnante di scuola guida a Cavarzere e Adria; era una persona molto nota e stimata, anche se negli ultimi viveva un po’ appartata. Si erano sposati il 27 ottobre 1958 nella chiesa di San Giuseppe a Cavarzere il 27 ottobre 1958 e lo scorso anno, in forma privata, hanno festeggiato il 60.mo di matrimonio con la benedizione di don Gabriele Fantinati.

Dal 1963 al 1989 avevano vissuto a Bottrighe. Aveva studiato canto a Venezia, tantissime sono state le sue presenze in concerti nei più prestigiosi teatri e in tante manifestazioni riscuotendo ovunque lusinghieri successi. Ha frequentato con una certa assiduità i “Giovedì culturali” del Cada e la sua ultima apparizione pubblica è stata proprio nella sede dell’associazione di piazza Casellati il 23 maggio scorso in occasione dell’incontro con il tenore Renzo Casellato al quale l’associazione guidata da Patrizia Osti ha consegnato un attestato di riconoscenza.

Molto toccanti le parole di Antonella al termine del rito delle esequie. “Tutti ti ricordano per la tua eleganza, portamento e signorilità – ha detto con la voce spezzata dalla commozione – La tua casa è sempre stata aperta e accogliente per chiunque, il tuo sorriso era per tutti, insieme ai cioccolatini che avevi sempre nella borsa. Non volevi sentirti dire vecchia, ma grande nell’età”. E ancora: “Avevi una grande passione per il canto: quanto abbiamo suonato e cantato insieme! Quanti concerti hai fatto, avevi una voce unica! La bellezza non ti ha mai abbandonata, la portavi a passeggio nel tuo inconfondibile stile, indossando il tuo capotto rosso e il tuo inseparabile basco. Mi hai insegnato tante cose e mi hai adorata, quante volte mi hai salvata da intricate situazioni, quante volte mi hai aiutata. Ci sei sempre stata, mi ha accompagnata dappertutto con la tua 500. Oggi ti ascolto cantare, come ti è sempre piaciuto, mentre fai sentire la tua bellissima voce agli angeli”.

Ed ha concluso: “Da lassù, dove ora vivi, proteggi tutti gli amici che vogliono bene a te e alla nostra famiglia, che ci sostengono, anche con la preghiera, in questo giorno e nei prossimi a venire. Ricompensa d’amore tutti i presenti, il mio maestro De Marzi, il mio coro e quanti sono qui con il pensiero e l’affetto: ciao mamma”.

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