you reporter

IL PROCESSO

“Il comandante? Al lavoro veniva con la sua auto”

Vacilla l'accusa nei confronti del numero uno della polizia locale

Niente domiciliari per Tesoro: rigettato il ricorso della Procura

Alla fine, dopo l’audizione di ben cinque testimoni, tra l’altro dell’accusa, i dati di fatto apparsi chiari e comprensibili, da chi non mastica diritto da mattina a sera sono i seguenti: il comandante della polizia locale Giovanni Tesoro, ogni mattina andava al lavoro utilizzando la sua auto privata; al comando, per servizio, utilizzava una Punto della polizia locale, sulla quale si recava anche a corsi di formazione e convegni; aveva in dotazione apparati informatici che proteggeva con una password, prassi, questa, non infrequente, anzi consigliata, come testimoniato da un altro dirigente.

Queste le evidenze dell’udienza di oggi del processo per peculato d’uso e falsa attestazione della presenza in servizio, ipotesi di reato formulate a vario titolo nei confronti del comandante della polizia locale Giovanni Tesoro, entrambe, e dell’assistente scelto della polizia locale L. P., solo la prima. Procedimento riunito alla posizione del dirigente della polizia di Stato Michele Fioretto, ex ispettore delle Volanti molto stimato in città, a carico del quale viene ipotizzata la rivelazione di atti d’ufficio.

Giovanni Tesoro, come comandante della polizia locale di Rovigo avrebbe, secondo l’accusa, usato la Fiat Punto per i propri spostamenti privati e avrebbe fatto uso della macchina per recarsi dall’ufficio alla sua abitazione di Rovigo. I fatti si sarebbero verificati tra marzo e novembre del 2016. Avrebbe, inoltre, apposto la password al telefonino che gli era stato dato in dotazione, per suo uso esclusivo, chiaramente per ragioni di servizio. Il vigile, assistito dall’avvocato Katiuscia Carravieri, deve rispondere di peculato d’uso di un’auto del Comune. Fioretto avrebbe invece fatto pervenire a Tesoro un esposto a suo carico arrivato in questura.

In origine, le ipotesi di reato per il comandante erano molto più pesanti, ma le contestazioni di maggior peso sono già cadute in sede di udienza preliminare. In fase di indagini preliminari, invece, la reiterate richieste della Procura di applicare una misura cautelare a carico del comandante sono state rigettate, con giudizi che hanno anche avanzato dubbi sulla solidità dell’impianto accusatorio.

Per quanto concerne la questione della attestazione della presenza in servizio, emerge sempre più come si sia di fronte a un ginepraio giuridico, dal momento che i dirigenti non sono tenuti a seguire un orario minimo, essendo legati al risultato, non all’orario.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su La Voce di Rovigo

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

GLI SPECIALI

speciali: Turatti Group
Speciali: Sagra del pesce di Chioggia

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl