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L’Iniziativa editoriale

“Un giallo fra omicidi e misteri”

Cristina Bombarda: “Una storia che parla di rinnovamento, delusioni ambiguità e rivelazioni”

“Un giallo fra omicidi e misteri”

Mistero, omicidi, la storia che si fa leggenda, sospetti e indizi. Ci sono tutti gli ingredienti del giallo e del noir nel libro “La leggenda di re Adriano”, il romanzo che uscirà nelle edicole da sabato in abbinamento con La Voce di Rovigo. Un libro al costo di 7,80 euro oltre al prezzo del quotidiano, un avvincente storia ambientata in Polesine, ricca di suspense e colpi di scena, che vi terrà compagnia in questa calda estate. Il libro è scritto a due mani da Jole Giacomini, polesana di Adria, e Cristina Bombarda, di Mantova.

Cristina, come descriverebbe “La Leggenda di re Adriano”?

“A volte le leggende possono diventare reali nella testa di certe persone e certe persone possono celare verità insospettate. Parla di questo il nostro romanzo, parla di ambiguità e delusioni ma anche di rinnovamento e rivelazioni.

Lei e Jole Giacomini vi siete ispirate a qualche autore per la scrittura del romanzo?

“In realtà io e Jole abbiamo gusti letterari molto diversi. E’ lei la lettrice di gialli, io leggo romanzi un po’ più introspettivi, ma poi ci confrontiamo e ce li scambiamo. Non ci siamo ispirate a nessuno in particolare”.

Le ambientazioni polesane le avete ricercate in qualche modo o vi siete fatte trasportare da conoscenze e suggestioni?

“Ovviamente è Jole, adottiva polesana, che conosce i posti, i nomi e le situazioni precise. Ma il paesaggio non discosta molto dall’Oltrepò mantovano, sulla riva del Po, ed è stato facile ricorrere anche alle suggestioni e ai ricordi”.

Come avviene la scrittura di un capitolo? Lo si pianifica a tavolino o si procede in base a intuizioni e ispirazione?

“Abbiamo iniziato a lavorare a questo romanzo alcuni anni fa e avevamo uno schema in testa: i personaggi, chi muore, dove, il colpevole, e via dicendo, ma poi, mentre si scrive, il piano cambia e non sempre si riescono a contenere le idee e concentrarsi su un solo capitolo. Ecco che quindi spesso abbiamo lavorato su più capitoli aperti”.

Quali sono i romanzi gialli che preferisce?

“Come ho detto non sono una lettrice di gialli tipici, mi piaccio le storie. Ho letto tutti i Macchiavelli&Guccini, adoro Dacia Maraini e ricordo in modo particolare un suo giallo dal titolo Voci”.

Come vi siete documentate per la leggenda di re Adriano?

“Oggi internet è di grande aiuto per qualsiasi professione, anche per le ricerche più assurde. La nostra storia è di fantasia, quindi non necessita di certezze documentabili”.

La protagonista della storia è una donna, si richiama a qualcuno in particolare?

“In realtà è un personaggio già presente in un altro nostro scritto di qualche anno fa che ha ripreso vita”.

Lei è di Mantova? Conosceva il territorio polesano, i luoghi dove è ambientato il romanzo?

“Sì certo, io e Jole siamo amiche da diverso tempo e quindi frequento Adria, il Polesine e il suo mare da molti anni. Ricordo un 31 dicembre ad Adria con la neve che scendeva copiosa circa 10 anni fa. E la neve, si sa, è magica”.

E forse è anche per questo che la neve, il ghiaccio, le nebbie e il freddo sono lo scenario di “La leggenda di re Adriano”, da domani nelle edicole in abbinamento facoltativo con La Voce di Rovigo.

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