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IL MONITO

“La cittadinanza apra gli occhi”

La città etrusca è scossa per la vicenda umanamente sconcertante che ha coinvolto una propria concittadina 89enne, gravemente malata di Alzheimer, sfrattata dalla casa di riposo di Papozze

“La cittadinanza apra gli occhi”

Un episodio sconvolgente e che ha suscitato grandissimo clamore, anche fuori dai confini regionali. La città etrusca è scossa per la vicenda umanamente sconcertante che ha coinvolto una propria concittadina 89enne, gravemente malata di Alzheimer, sfrattata dalla casa di riposo di Papozze, ricusata dalla figlia, non accettata in pronto soccorso, prima di far ritorno a Papozze dopo quasi due ore su un lettino di un’ambulanza mentre fuori il termometro oltrepassava i 30 gravi.

Il tutto accompagnato da una guerra legale che proseguirà in tribunale.

Particolarmente colpita Sabrina Visentini da otto mesi nel cda di riviera Sant’Andrea e in solitaria lotta contro la gestione padronale del centro servizi anziani di Adria.

“Esprimo ferma condanna nei confronti della struttura di Papozze - afferma - per il calvario affrontato da un’ospite 89enne in condizioni psico/fisiche gravemente compromesse. Nello stesso tempo esprimo la mia vicinanza ai familiari auspicando che questo gravissimo episodio possa scuotere le coscienze di tanti cittadini e far aprire gli occhi su quello che sta succedendo nelle nostre case di riposo. Apprendo che una persona molto vicina all’anziana è nel cda dell’Opera Pia Bottoni, mi auguro che si possa costruire un rete di collaborazione per fare squadra con quanti, in tutto il Polesine, hanno una visione non aziendalistica della Casa di riposo, ma mettono al primo posto la persona, in questo caso persone deboli, spesso non autosufficienti che hanno bisogno del nostro aiuto per il loro ultimo tratto di vita”.

E ancora: “Le istituzioni, soprattutto più vicine ai cittadini, hanno il dovere morale di garantire serenità a queste persone e supporto alle famiglie. Come familiare vivo da due anni e mezzo una situazione di impotenza nei confronti della direzione Badiale, impotenza ancor più marcata negli ultimi otto mesi da amministratore della struttura. Un giusto equilibrio fra istanze sociali e competitività del mercato è necessario ma in tante decisioni manca il buon senso” afferma la donna.

Sabrina Visentini aggiunge: “Sono state sostituite le divise degli operatori, quando le precedenti erano ancora in buono stato, con nuove divise prese in affitto a 4.800 euro al mese e per di più tutte uguali che non consentono di distinguere un infermiere da un animatore. Viene impedito a familiari e ospiti di riunirsi, vengo ostacolata nel mio dovere/diritto di fare ricevimento. Da gennaio parte dei servizi di barbieria e fisioterapia sono a pagamento. In sette mesi l’ente da raccolto poco più di 900 euro: una cifra insignificante su un bilancio complessivo di sei milioni di euro. Al momento non è dato sapere quante persone hanno rinunciato o ridotto il servizio per non pagare il ticket. Di contro la presidente gradisce organizzare pranzi gratuitamente: tre appuntamenti conviviali in due mesi a una cinquantina di familiari per serata. Sono servite battaglie per ottenere 100 pedicure in un anno a fronte di 200 ospiti. E non voglio addentrarmi nella questione dei lavoratori, perché ogni mia parola potrebbe poi provocare del mobbing e pesanti ripercussioni su alcuni dipendenti” conclude Sabrina Visentini, esponente del cda della casa di riposo di Adria.

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