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L'orrore all'Iras

Maltrattamenti, gli interrogatori

I sette oss e due inservienti accusati saranno ascoltati dal giudice: domani parola a cinque dipendenti, mercoledì agli altri quattro.

Maltrattamenti, gli interrogatori

Potranno dare la loro versione dei fatti e rispondere delle accuse che sono state formulate nei loro confronti, tra domani e mercoledì, le nove persone indagate per maltrattamenti in qualità di dipendenti (sette operatrici sanitarie, un uomo e una donna inservienti) della struttura assistenziale Iras (Istituto rodigino di assistenza sociale). Maltrattamenti nei confronti di ospiti dell’Iras di Rovigo, in un reparto che ospita non autosufficienti, secondo le tesi dell’accusa.

Dunque l’ipotesi di reato di maltrattamenti aggravati, contestata a vario titolo, è quella per la quale si procede. A indagare, la squadra mobile della questura di Rovigo, guidata dal commissario capo Gianluca Gentiluomo. Gli investigatori hanno lavorato, con intercettazioni ambientali, sull’operato di sette operatrici sanitarie, tutte donne, e due inservienti, un uomo e una donna, in servizio, tra primavera ed estate, in un reparto dell’Iras, quello arancione, destinato alle persone non autosufficienti.

Tutti gli indagati sono stati destinatari di una misura cautelare, emessa dal giudice per le indagini preliminari, che ha lo scopo di impedire loro di venire a contatto con anziani e non autosufficienti.

Sono sette le destinatarie della misura cautelare interdittiva del divieto temporaneo di svolgere l’attività professionale di oss. Hanno ricevuto invece misura interdittiva di divieto temporaneo di svolgere l'attività professionale all’interno di strutture sanitarie e sociosanitarie i due inservienti (un uomo e una donna).

Telecamere e microfoni degli investigatori avrebbero catturato comportamenti gravissimi, tali da configurare, per l’accusa, il reato di maltrattamenti connotato (come si legge nell’ordinanza di applicazione della misura cautelare personale che contiene le accuse per cui si indaga) da “violenze fisiche, quali percosse, offese, minacce, altri atti denigratori e lesivi della dignità umana nonchè attraverso omissioni dei propri doveri di assistenza”. E ancora: “Fatti aggravati per l’avere approfittato di circostanze di persona tali da ostacolare la pubblicata o privata difesa, in particolare dello stato di minorata difesa degli ospiti della struttura, nonchè in danno di persone ricoverate presso strutture sociosanitarie residenziali”.

Tra martedì e mercoledì e domani i nove indagati avranno la possibilità di difendersi nel corso degli interrogatori di garanzia davanti al giudice: martedì i primi cinque, mercoledì gli altri quattro.

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