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VILLADOSE

"Scarichi chimici al depuratore: vogliamo parlare col sindaco"

Dopo l'ennesimo allarme cattivi odori, il Comitato Terre Nostre domanda la convocazione del tavolo ambientale e un confronto col primo cittadino

Terre nostre, sit in in Prefettura

Il Comitato Terre nostre

"Mentre l’amministrazione e i cittadini si godevano i fuochi in un clima di festa paesana e spensieratezza, a poche centinaia di metri dal centro i vigili del fuoco intervenivano in seguito alla segnalazione di un cittadino allarmato dal solito inconfondibile odore dolciastro e di zolfo, noto ormai da tempo ai cittadini di Villadose". Lo dice Lucia Pozzato, portavoce del Comitato Terre Nostre di Villadose, fortemente preoccupata dopo quanto accaduto nella serata di lunedì, quando è stato necessario un nuovo intervento dei vigili del fuoco (LEGGI ARTICOLO).

Un intervento seguito, spiega Pozzato, la mattina successiva dai campionamenti di Arpav. "Nella mattinata di martedì  tecnici Arpav - prosegue la rappresentante del comitato - si sono recati nella zona segnalata e in seguito hanno eseguito dei campionamenti presso il depuratore, dove confluisce la rete fognaria del paese e della zona industriale".

"Insomma, lunedì è stata l’ennesima serata di puzze a Villadose, che da qualche tempo sembrano essersi 'spostate”': il classico odore di solvente con base dolciastra, che a seconda dell’intensità provoca anche prurito alla gola  e fastidio agli occhi, ora si concentra nella zona vicino a ponte Lombardo, poco distante dal depuratore. Già in un paio di occasioni i cittadini che hanno segnalato la frustrante situazione ai vigili del fuoco  sono stati prontamente ricontattati dei vertici di Arpav Rovigo. Questo perché, nonostante l’iniziale scherno da parte di certi rappresentanti dell’amministrazione locale, il problema degli odori a Villadose è reale, costante, e assolutamente da non sottovalutare".

"Si tratta, come disse la dottoressa Casale della Ulss 5 polesana, di odori chimici, non di innocui odori di campagna. Secondo quanto riferito da Arpav gli scarichi chimici della zona industriale vengono ora convogliati presso il depuratore di Villadose, in pieno centro abitato".

"Come Comitato Terre Nostre chiediamo al sindaco: Il nostro depuratore , nato per reflui di tipo domestico, è attrezzato per accogliere gli scarichi di un’industria chimica di grandi dimensioni? Evidentemente no, dato che, specialmente la sera, l’aria è spesso satura di odori di solventi. Quali interventi sono previsti, da parte di Acque Venete, affinché l’intero ciclo di smaltimento di queste sostanze pericolose avvenga in maniera assolutamente sicura per la salute della popolazione e per l’ambiente? Il depuratore scarica direttamente in scoli che vengono utilizzati per irrigare i terreni: chi vigila sulla qualità delle acque? Perché in tutto questo il Consorzio di Bonifica (al quale i cittadini versano le tasse) non si fa sentire? Chi ci garantisce che queste acque non siano dannose per la qualità del cibo che tutti noi consumiamo?".

Non finiscono qui, le domande rivolte dal Comitato Terre Nostre all'amministrazione comunale. "Perché - prosegue infatti la nota - l’amministrazione non ha proposto la realizzazione di un nuovo impianto di depurazione autonomo, magari proprio in zona industriale, che adotti le migliori tecnologie oggi disponibili per smaltire in maniera sicura gli scarti delle lavorazioni chimiche? Questo è il lavoro che un bravo politico dovrebbe fare: confrontarsi  con le realtà produttive presenti sul territorio, per far sì che queste convivano con la popolazione residente senza arrecare danni alla salute".

"E sappiamo che a Villadose non esiste solo la questione della zona industriale: tra discariche, Coimpo, digestato della Sesa e strade sotto le quali sono stati interrati rifiuti, il sindaco è in gradi di darci un quadro completo su quali provvedimenti si stiano prendendo per far sì che questo territorio non diventi un’ennesima terra dei fuochi? Il ministero dell’Ambiente ha chiesto a tutti i sindaci dei comuni interessati dallo sversamento dei fanghi Coimpo informazioni sulla caratterizzazione e analisi dei terreni , nonché sulle misure adottate per la bonifica dei terreni e il monitoraggio delle coltivazioni su quei terreni: quale risposta ha fornito il nostro sindaco al Ministero dell’Ambiente?".

"Lo scorso febbraio , proprio il sindaco Gino Alessio, durante un’affollata serata in Sala Europa, incalzato dallo scrittore Mauro Corona sui problemi ambientali, si era affrettato a dire che il Tavolo Ambientale, richiesto da un migliaio di cittadini, era ormai pronto a partire: peccato che siano passati atri sei mesi e il Tavolo Ambientale non sia ancora stato convocato: ci riuscirà il nostro sindaco prima di fine mandato? La sfiducia dei villadosani nei confronti dei propri rappresentanti istituzionali è ormai palpabile: respirare solventi o altre sostanze ancora non note in modo costante di certo non è qualcosa di positivo per la salute umana. Le centraline nei pressi del polo scolastico e della discarica richieste da un migliaio di firme dei cittadini non sono mai state installate".

"Problematiche di questo genere dovrebbero essere tra le priorità  per un sindaco e tutta l’amministrazione, compresa la minoranza consigliare, che in questi anni si è dimostrata completamente assente e priva di iniziativa. Per fare chiarezza su questi problemi e ottenere  risposte a queste  domande fondamentali, il Comitato Terre Nostre chiede urgentemente un confronto con il sindaco".

 A confermare come la vicenda sia stata presa in carico dagli organi deputati, la nota di Arpav, Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, sede di Rovigo. "In seguito alla segnalazione del 26 agosto di un cittadino, residente nel
comune di Villadose . spiega la nota stampa Arpav - di odori acri nella zona fra via Papa Giovanni XXII e via Romolo Andreotti, i tecnici del dipartimento di Rovigo sono intervenuti prelevando alcuni campioni di reflui fognari".

"Gli accertamenti proseguono in collaborazione con la società Acque Venete, gestore della rete fognaria e dell’impianto di depurazione, alla quale è stato consegnato un 'canister' cioè un campionatore portatile d’aria per eventuali campioni istantanei di aria ambiente".

Sulla vicenda, l'amministrazione comunale ribadisce quella che è la propria linea: ossia, non sottovalutare assolutamente il problema, ma attendere dati certi per poi agire. "Gli odori rilevati dai cittadini - ribadisce il sindaco - sono in monitoraggio e all'attenzione degli enti. Dispiace che lo scrupolo di dare informazioni attendibili sia confuso con silenzio colpevole. Se si vuole una risposta da bar, si va al bar. Qui io lo evito".

"Il problema nei fatti è costituito da una linea fognaria non perfettamente sufficiente alle esigenze complessive attuali della Zona Industriale che si innesta in un 'incrocio' con altri tratti (via XXV Aprile) per convogliare nella linea che porta al depuratore in presenza di uno sfioratore che in caso di quantità di scarico consistenti sfiora a livello di fossato. Questa comunicazione con l'aria esterna crea esalazioni di odore di scarico in aria. Acquevenete sta risolvendo la questione ed è prevista allo scopo la creazione di una condotta dedicata in alta pressione (quindi senza comunicazione in aria) verso il depuratore. Gli odori segnalati e verificati hanno caratteristiche spesso diverse nei diversi momenti o giorni.
Dalle analisi effettuate si esclude il pericolo per la salute ma sicuramente esiste la molestia dell'odore in zone circoscritte del comune".

"Si sta cercando nell'immediato di ridurre le quantità convogliate in fognatura dalle grandi utenze in vista della creazione di questa condotta affiancata all'esistente da realizzarsi a partire dall'autunno. Acquevenete è coinvolta nello studio di interventi di emergenza per questo primo periodo transitorio".

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