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Economia

Baretta: “Faremo di tutto per la Zes”

“E’ la strada per rilanciare il territorio polesano e di Marghera. Presto vedrò il ministro del Sud”

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Pierpaolo Baretta

“Faremo di tutto per la Zes”. Il sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta ribadisce il suo impegno a favore di un provvedimento che istituisca la zona economica speciale per l’area di Marghera e per 16 Comuni polesani. L’altro giorno uno dei tre esponenti veneti del governo Conte ha mandato un messaggio al convegno sulla Zes organizzato a Mestre, e ieri ha ribadito la sua posizione: “Ritengo che la Zes sia la via più idonea a rilanciare lo sviluppo del territorio, Polesine e Marghera possono davvero rifiorire dal punto di vista industriale e occupazionale. Io, anzi noi, faremo di tutto perché questo provvedimento arrivi in tempo brevi. Il dossier è in mano al ministro Provenzano, nei prossimi giorni lo incontrerò e perorerò la causa della Zes nel Basso Veneto”.

Baretta ammette che “i tempi ci sono tutti per inserire il provvedimento nella Manovra finanziaria, questo è l’obiettivo”.

Al convegno di Mestre è anche stato chiarito che per la Zes in Polesine e a Marghera non esistono problemi di finanziamenti, “le risorse sono reperibili - ha puntualizzato Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria Venezia-Rovigo - sono già allocate nel fondo di coesione sociale”. Leonardo Raito, sindaco di Polesella ha anche specificato che “si tratta solo di una volontà politica”. E in Polesine, come nel veneziano, enti locali e politici sono tutti, ma proprio tutti, allineati sulla posizione pro Zes, tutti convinti che sia davvero l’ultimo treno per rilanciare investimenti e occupazione.

I tempi però non sono illimitati e, come recita il contatore sulla pagina web di Confindustria Venezia Rovigo, mancano 95 giorni alla scadenza dei termini per la legge istitutiva della Zona economia speciale.

Baretta conferma pure che “la Zes è uno strumento per sostenere e indirizzare le strategie per lo sviluppo dei territori”. Il ragionamento del sottosegretario, poi, si allarga e punta il focus su un tema che più volte ha sviscerato: “La Zes è la porta che consente di aprirci meglio al mondo. Che consente di sviluppare un tipo di rilancio industriale sostenibile ed in stretto collegamento con logistica e trasporti, parlo di infrastrutture e porti, banchine per le merci. Tutto questo fra Polesine e veneziano c’è. Ed è per questo che occorre cogliere questa importante occasione”.

Ieri Leonardo Raito è stato ospite alla Vostra Voce on air, ed ha ripetuto che il territorio polesano è unito come mai nella richiesta della Zona economica speciale. I Comuni polesani che rientrano in quest’area, dove è possibile prevedere sgravi fiscali per aziende che si insediano, sono Polesella, Canaro, Fiesso, Occhiobello, Bagnolo, Stienta, Gaiba, Trecenta, Ficarolo, Ceneselli, Calto, Salara, Bergantino, Castelnovo Bariano, Castelmassa, Melara. Ma a sostegno ci sono anche tutti gli altri Comuni, la Provincia di Rovigo, consapevoli che l’indotto che si verrebbe a produrre sarebbe il toccasana per i problemi occupazionali ed industriali del Polesine.

A frenare, mesi fa come adesso, pare che ci sia il ministero del Sud, titolare dei dossier Zes, che ha già dato il via per alcune Zone speciali in Italia mentre per altre, pur indicate dalla Ue, non ha ancora allentato il freno. E sono in molti, infatti, a ritenere che il principale scoglio da superare sia proprio la ritrosia del ministro per il sud Giuseppe Provenzano.

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