you reporter

La vostra Voce

Adria cala un poker di bar

La parola ai baristi e sopratutto ai clienti dei locali

La caffetteria Spiffero è l’eccezione che conferma la regola: non tutti i bar sono uguali. Qualcuno, tanto per aggiornare la profezia di George Orwell, è più uguale degli altri. Il titolare Francesco è diventato famoso per le vignette satiriche, ma solo ora si scopre perché ha così tanto tempo da perdere.

“Preferisco che stia a ‘pistolare’ sul tablet - confessa scherzosamente Simonetta, la vera barista - così per qualche minuto non mi sta tra i piedi”. A conferma di ciò c’è la foto che mostra, senza ombra di dubbio, chi effettivamente lavora. Intanto al banco c’è Rebecca origini scozzesi, precisamente Edimburgo, da cinque anni in Italia, insegna inglese. “Vengo qua per la bella accoglienza di questi ragazzi” dice.

Seduto a un tavolino dello snack bar Riviera ecco Gino, ex dipendente dell’ospedale, ora pensionato, si gode la giornata incorniciata da uno splendido sole d’ottobre, che non riscalda ma trasmette un senso di allegria. Davanti a lui le placide e tranquille acque del Canalbianco, lo storica e maestosa facciata della Casa di riposo. Nonostante sia metà mattinata, riviera Matteotti è quasi deserta.

Se il buongiorno si vede dal mattino, nella caffetteria Vecchia Adria ogni giorno è un bel giorno con quella carezza di ottimismo che riceve chiunque entri nel locale, in riviera Matteotti, appena giù da Ponte Castello. Il resto lo fanno il sorriso di Aurora e Natasha che preparano caffè e cappuccini, poi le profumatissime paste appena preparate da Massimo e Marco nel laboratorio di pasticceria.

Il nome ha un peso, così pure il bar Puccini ha una storia che pesa alle spalle. Si affaccia su riviera Matteotti, si riflette sulle acque del Canalbianco, lo sguardo a destra porta ad ammirare Ponte Castello, più a sinistra appare la sontuosa facciata del teatro Comunale al quale idealmente si lega.

Il bar Puccini, infatti, rievoca i fasti delle grandi stagioni liriche che portavano in piazza Cavour i nomi più illustri del palcoscenico con cartelloni. Non erano all’altezza della Scala di Milano o della Fenice di Venezia o del San Carlo di Napoli, ma sicuramente non sfiguravano.

Da otto anni il locale, che si trova nello storico palazzo Casellati, è gestito da Valentina e Stefano. E’ sempre un via via di gente, ma nella saletta interna c’è chi si legge il quotidiano con calma, chi è impegnato nella briscola, chi ragiona sulla situazione politica locale, nazionale e internazionale. “La vicenda turca - dice Mario - non è così lontana, magari tra qualche mese arriva un’altra ondata di migranti”.

Sulla "Voce" di mercoledì 16 ottobre l'articolo completo.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su La Voce di Rovigo

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

LE ALTRE NOTIZIE:

GLI SPECIALI

speciali: Teatro Sociale di Rovigo
speciali: Camera di Commercio e Cna: un mondo di opportunità per le imprese

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl