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LA STORIA

“Nel Delta eccellenze celate”

Che choc, poi mi sono rilaureata”. I polesani: “Accoglienti, tutto sommato”

“Nel Delta eccellenze celate”

Helem Ricardo in bici per le strade arginali del Delta

Ketty Areddia

ROVIGO - Un amore nato su un sito Internet ma destinato a rimanere forte nel tempo, un pizzico di follia e tanta cocciutaggine e carattere. Sono gli ingredienti che hanno permesso all’avvocato Helem Ricardo, brasiliana di Belo Horizonte (500 chilometri da Rio de janeiro) di cambiare vita a 36 anni, quando - era il 6 gennaio del 2005 alle 15 - ha messo piede a Venezia ed è stata travolta dal buio pesto e da una fitta nebbia. “In Brasile era estate, per me è stato un vero choc, me lo ricordo ancora come fosse ieri”. Ma con il passare dei giorni il suo sconforto, nonostante l’amore per il marito, Alberto Casarotto, di Porto Tolle, aumentava: “Avevamo deciso di abitare a Rovigo, lui si era trasferito come me in un appartamento e non conoscevo nessuno. Belo Horizonte conta 4 milioni di abitanti e Rovigo 50mila. La differenza è enorme nei numeri e nello stile di vita. In più in Brasile ero assistente cancelliere del giudice del tribunale federale. Ovviamente avevo perso il lavoro e in Italia non avevo titoli per fare il lavoro che era la mia passione”.

Helem ripercorre quegli anni e sorride parlando dello sgabello dell’alimentari Piva, in piazza Garibaldi, dove spesso ha trovato il conforto di una delle sue prime amiche a Rovigo, Coretta Rossi, donna dall’enorme disponibilità verso gli altri. Sono trascorsi 14 anni e la vita di Helem è cambiata completamente da allora, non senza sforzi da parte sua e del marito. In due anni si è ri-laureata all’Università di Ferrara, è diventata avvocato in Italia e ha iniziato la pratica a 38 anni. “All’inizio l’impatto mi ha fatto soffrire senza lavoro perdi un po’ della tua certezze cominci a pensare che devi ricostruire una vita e partire da zero con la difficoltà della lingua e una laurea non riconosciuta. Così mi sono iscritta a Ferrara e poi ho fatto la pratica a Rosolina dagli avvocati Tiziana Lionello e Roberta Gardi, che sono state veramente due angeli custodi per me. Mi hanno aiutato a entrare nella professione e a capire non solo i codici, ma anche la forma mentis italiana e le persone. Un processo non è fatto solo di leggi ma di un modo di vivere, di una cultura, di persone”.

Ad esempio? “Le relazioni familiarei in Brasile sono intense, ma a 30 anni i figli sono già indipendenti, in Italia è facile che siano ancora a casa. C’è questa tendenza. In Italia, inoltre, c’è una amore per la propria casa viscerale. C’è la necessità di essere proprietari di casa, in Brasile si avverte molto meno. E’ facile che una persona dopo 5 anni che vive in una casa decida di venderla e di cambiare. E questa è una peculiarità che ho imparato ad apprezzare con il tempo. Oggi anche io farei fatica a trasferirmi”.

La circostanza che ha aiutato molto Helem nella sua seconda vita polesana è l’accoglienza delle persone: “Dalle colleghe, alle compagne di università, ad alcune conoscenze rodigine, ho sempre trovato buone persone mai avvertito discriminazione. Ovviamente quando entri in una società è come se entrassi in casa degli altri e bisogna essere delicati. Io non ho trovato difficoltà a entrare nella società rodigina, che rispetto”.

Non è certo l’accoglienza festaiola e condita di ritmo del belorizontino, dice l’avvocato Ricardo, ma “nella radice ci sono punti di convergenza”. E aggiunge: “In Brasile c’è la forte necessità di uscire, di vivere la convivialità. Se chiami un’amica per andare al cinema o al centro commerciale, difficilmente ti dice di no. Non è che il brasiliano non lavora, lavora tanto, ma ha una sua necessità d stare con gli amici, questione di priorità”.

La sua vita in Polesine Helem, con il marito, che di professione fa il geometra, la vive tra Rovigo e il Delta e dal suo osservatorio “esterno” vede tante differenze anche tra questa e quella parte del Polesine. “Io penso che il Delta sia la vera risorsa della nostra Provincia. Qui c’è tanta ricchezza. Sembra un luogo sperduto e povero ma le risorse del Delta sono molto importanti. Mi dispiace che non sia sfruttata come il delta ferrarese, che rappresenta il 5% del Delta, mentre ha il 95% della notorietà e del volume di turismo, ad esempio. Se forse le persone fossero invitate a credere di più nelle loro potenzialità e a non tenere nascoste le eccellenze, sarebbe diverso. Lavoro con qualche cooperativa di pescatori e fanno fatica a partecipare ai progetti europei, a raccontare quello che fanno”. Poi c’è Rovigo, il capoluogo, che si dimostra distante: “Sembra che Rovigo abbandoni il Delta spesso e volentieri. Che non lo conosca, che non sappia di cosa si sta parlando. Ho visto dei documentari sul Delta degli anni Sessanta, raccontato come un luogo sperduto. In realtà se mettessero quattro cartelli in più, il Delta e la sua bellezza non sono più lontani di Venezia, di Bologna, dei lidi ferraresi”. Basta partire e arrivare.

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