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L’EVENTO

Il Censer rinasce anche con lo sport

Insieme alla statua di Elio Armano, l’apertura dello spazio sportivo per studenti e comunità

Anche il miglior sportivo ha bisogno di un luogo dove allenarsi, anche la miglior squadra, senza quel campetto, non è la stessa: e quando ad essere donato è proprio il “luogo dello sport” per eccellenza, non può che non essere una festa per tutta la comunità. All'interno di quel grande puzzle di 200.000 metri quadri che costituisce il Q200, l'area rivitalizzata del Censer, ieri si è aggiunto un nuovo tassello, con canotta e pallone. Nella mattinata è stata infatti inaugurata la nuova piastra sportiva polivalente, realizzata con il sostegno di Fondazione Cariparo e dell' Università di Padova, e la scultura “Uomo macchina” di Elio Armano, collocata di fronte il “Cubo” del campus rodigino dell'ateneo patavino.

“Il nuovo Censer è un esempio concreto di come la rigenerazione urbana possa diventare generazione di opportunità: un luogo che unisce formazione universitaria, ricerca, innovazione e, oggi, anche sport e cultura. La piastra polivalente completa l’esperienza di chi frequenta quotidianamente il quartiere” ha esordito Gilberto Muraro, presidente uscente della Cariparo, ai saluti iniziali nella zona congressi del complesso.

Innovazione, materiali all'avanguardia e soprattutto la consapevolezza di costruire qualcosa che servirà al mondo universitario, questo il sunto dell'intervento di Paolo Sambo, prorettore alle politiche per le sedi decentrate UniPd, che ha ricordato la fondamentale importanza anche di questa nuova struttura per il prossimo avvio (nell'autunno 2026) del corso di laurea in scienze motorie: “Questo giorno è la testimonianza di come l’Ateneo di Padova stia perseguendo l’obiettivo di oltrepassare il concetto di “sedi decentrate” per arrivare a quello di “campus diffuso”, creando ambienti idonei a vivere appieno l’esperienza universitaria anche fuori dalle aule”.

Attraverso un tour virtuale, Daniele Perazzolo, amministratore unico Q200 Censer, ha annotato: “La piastra, insieme alla palestra in fase di ultimazione, segna un’ulteriore tappa nel consolidamento della vocazione del quartiere”. Spazio che, ad oggi, apre i cancelli a circa 2000 persone al giorno, tra studenti, si universitari che degli istituti professionali Enaip e Its Marco Polo, ricercatori (nei laboratori Tesi, Comet, prove del fuoco T2i), docenti e lavoratori.

Spostandosi all'esterno, largo all'inaugurazione della statua “Uomo macchina” di Elio Armano: una scultura quasi profetica vista la sua ideazione e realizzazione in gesso nel ’64 dal giovane artista allievo dell'accademia di belle arti di Venezia. Il manufatto esposto è stato fuso in bronzo nel ’24 e ha trovato casa proprio di fronte all'accesso della sede patavina del Cubo; un monito a riflettere, a guardare quegli ingranaggi meccanici che, nella testa e nel cuore, sembrano far muovere l'intera umanità della figura, specie nell'attualità segnata dall'intelligenza artificiale.

Il corteo istituzionale si è poi fermato nell'ultima tappa, il taglio del nastro della piastra. “Soddisfatto e felice di questo grande risultato” ha commentato il presidente della Provincia, Enrico Ferraese, insieme al vice sindaco Andrea Bimbatti: “I giovani sono il nostro futuro e una formazione che abbraccia tutti i rami e la conoscenza, da quella sui banchi a quella nei campi sportivi, è essenziale per costruire il domani, la coesione, la comunità”. Accanto al nastro tricolore, anche Damiana Stocco, vicepresidente Cariparo, gli assessori comunali Dominga Milan, Lorenzo Rizzato, il vicario del questore Maria Olivieri, il direttore Ulss5 Mauro Filippi, Lucio Taschin, delegato provinciale del Coni, Mariacristina Acquaviva, presidente del Consorzio Universitari Rovigo.

Dopo il consueto cerimoniale e l'apertura, Sambo ha consegnato insieme ad alcuni studenti della sede rodigina UniPd, un pallone da basket a Muraro, in segno di amicizia ma anche riconoscenza per quanto svolto in questi anni di presidenza alla fondazione.

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