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LA STORIA

"Così ho salvato oltre 90 micetti"

Lo splendido racconto di Rina Bovolenta, volontaria da 35 anni

Rina Bovolenta, presidente dell’associazione Oasi onlus di Porto Viro, ha organizzato una raccolta di cibo per i gatti. Gli appuntamenti sono il 7, l’8 e il 10 novembre ai supermercati Aliper di Porto Viro e di Taglio di Po e al Lando di Rosolina.

“Se trovo le volontarie o i volontari disponibili l’iniziativa dura tutto il giorno – precisa Rina - Abbiamo tanti gatti: oltre ai 50 che vivono a casa mia, ci sono ben 9 colonie riconosciute in giro per la città. Da gennaio ad oggi ho fatto sterilizzare 95 gatti nel nostro territorio. Quindi sono davvero tanti: ecco perché facciamo la raccolta cibo”.

“Purtroppo - prosegue la spiegazione di Rina - ci sono molte persone indifferenti, inoltre c’è anche chi fa nascere i gattini e poi li abbandona. In una colonia ho visto ben 41 femmine per cui il cibo da trovare e il tempo da dedicare ai gatti è tanto”.
Rina spiega che qualcuno si prende la responsabilità di adottare dei gatti randagi, atri no. Poi dice di avere una convenzione con Ulss per le sterilizzazioni, in maniera da garantirne cinque a settimana.

“Il gattile non è ancora stato finito e non è utilizzabile – afferma Bovolenta, tornando su una polemica che prosegue da tempo - Fortunatamente mi sono organizzata bene a casa mia. L’unico modo per far nascere meno gatti è di sterilizzarli”.

Rina sono 35 anni che fa volontariato, da 15, ossia da quando è andata in pensione, se ne occupa a tempo pieno. Ha sempre amato gli animali. “Quando ero una bambina avevo un cagnolino e mia madre lo teneva legato– racconta - Purtroppo un giorno lo abbiamo trovato morto. Fu un grande dispiacere. Poi, all’improvviso, dalla pineta era arrivato a trovarci un altro cagnolino e io e mia sorella gli davamo sempre da mangiare e ci eravamo affezionate”.

Racconta che tanti anni fa, i cani randagi venivano raccolti e portati in canile dove venivano soppressi. E fu la sorte anche del secondo cagnolino, perché non aveva al collo una medaglietta che si doveva al Comune. “Noi non avevamo le 15mila lire per comprare la targhetta per il cagnolino – aggiunge - Per cui quel cagnolino ebbe la stessa sorte. Rimasi choccata e da quel giorno decisi di dedicarmi agli animali, a farli stare bene. Sono sempre stata contraria ai canili. Quindi mi dedico anima e corpo e quando vedo un gatto che sta male lo curo”.

Rina ha quindi fondato l’associazione Oasi. “Il mio sogno era anche quello di avere un’oasi protetta per i gatti, non un gattile – precisa - Dove portare i gatti sterilizzati, oppure con problemi di salute che non vengono adottati. In quel modo avrebbero avuto una vita dignitosa. Invece non è stato così. In passato avevo a disposizione 300 euro all’anno, ora invece, non ci arriva più nulla”.

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