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LA BANDA DELLE BELVE

Anziani pestati a sangue e derubati

I quattro giovani marocchini avrebbero messo a segno sette assalti in casa in 16 giorni

Anziani pestati a sangue e derubati

La tecnica era sempre quella: entravano nelle abitazioni degli anziani presi di mira, meglio se in zona isolate, in paesi medio piccoli; poi, cominciavano a picchiare senza nessuna pietà con gli arnesi da scasso che avevano con sé, o con altri che trovavano all’esterno di casa e che raccoglievano. Ad Arquà Polesine, per esempio, arrivarono persino a rompere un badile in legno a forza di colpire sulla schiena la donna con cui se la erano presa.

Una violenza bestiale e sproporzionata rispetto al bottino, che spesso finiva per essere costituito da poche centinaia di euro, qualche monile e poco altro. La banda composta in grandissima maggioranza da marocchini, tutti clandestini, provocò, secondo le contestazioni, nelle campagna del Polesine e della Bassa Padovana una estate di terrore, nell’agosto del 2018. Tra il 12 e il 28 di quel mese, infatti, vennero messi a segno ben sette assalti di questo tipo, seminando terrore e stupore per la violenza che veniva messa in campo.

I rapinatori colpirono a Castelbaldo, Borgo Veneto, Fratta Polesine, Giacciano Con Baruchella, Occhiobello, Arquà Polesine, Castelnovo Bariano.

Le rapine si fermarono solo quando il pool di investigatori di varie province, anche Mantova e Verona, dove pure si erano verificati episodi del genere, oltre a Rovigo e Padova, riuscì ad effettuare una serie di arresti in flagranza per un assalto in abitazione nel Mantovano, sempre condotto con queste allucinanti modalità di esecuzione. Per quella vicenda, in primo grado, sono già arrivate pesanti condanne.

I quattro marocchini, di 23, 36, 32 e 29 anni, le cui posizioni sono approdate, nella mattinata, di fronte al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Rovigo, erano indagati per i sette assalti di agosto tra Polesine e Bassa Padovana.

Di concerto con il loro difensore, hanno tutti scelto di essere giudicati con la formula del rito abbreviato. Significa che alla prossima udienza il processo penale verrà discusso sulla base degli atti che sono già a disposizione delle parti, senza che siano ammessi testimoni o ulteriori passaggi che, invece, caratterizzano il dibattimento. La decisione di essere giudicati con questa formula consente, in cambio, di ottenere, in caso di condanna, uno sconto di pena pari a un terzo del totale.

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