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Bottrighe, la media non riapre. Ecco i motivi

Motivazioni: vicinanza di Papozze, numero degli alunni in calo, aumento della spesa pubblica

Bottrighe, la media non riapre. Ecco i motivi

29/12/2019 - 18:34

E’ confermata la notizia data in anteprima ieri da “La Voce di Rovigo”: la Regione ha bocciato la proposta arrivata dal Comune di Adria per la riapertura della scuola media a Bottrighe. Il provvedimento è stato pubblicato sul Bur della Regione N.150 di venerdì 27 dicembre. Lo smacco per il sindaco Omar Barbierato è ancor più grande perché si tratta dell’unica proposta non accolta dalla Regione fra tutte quelle arrivate da ogni parte del Veneto.

Queste le motivazioni della bocciatura: primo, gli studenti residenti nelle frazioni di Bottrighe e Bellombra frequentano già la scuola secondaria di primo grado del Comune di Papozze, situato a soli 7 chilometri di distanza dalla frazione di Bottrighe, usufruendo del servizio di trasporto scolastico fornito dal Comune di Papozze; secondo, non adeguata la consistenza demografica della popolazione scolastica dell'area, considerato che il numero di iscritti alla scuola primaria presenta una progressiva riduzione dall'attuale classe quinta alle classi inferiori; terzo, il ripristino della sezione staccata della scuola secondaria di primo grado "Marino Marin" nella frazione di Bottrighe comporterebbe un aumento della spesa pubblica non giustificata da esigenze di ampliare l'offerta formativa.

Motivazioni ampiamente prevedibili, che solo Barbierato e civica compagnia hanno fatto finta di non vedere, assecondando illusorie promesse elettorali.

La decisione arrivata da Venezia manda su tutte le furie le tre liste civiche del sindaco Ibc, SiamoAdria e Adria civica. “L’indicazione della Regione di non concedere la possibilità di riaprire le scuole medie a Bottrighe – si legge in una nota congiunta - è la dimostrazione che questa Regione non concede alle comunità la possibilità di autodeterminarsi, di investire per costruire un futuro diverso: è un macigno che pesa sulla comunità. Come possiamo portare famiglie a Bottrighe? Come possiamo incentivare la natalità? Servono misure politico/economiche e strumenti che aiutino queste scelte come i servizi, l’accesso alle case Ater, il ripristino della scuola media”.

E ancora: “La comunità di Bottrighe merita questa possibilità, perché è un centro di oltre 2mila persone, si trova all’interno del Parco del Delta, ha una vivace attività industriale/artigianale, ma soprattutto ha una comunità che si è sempre mossa per salvaguardare le scuole del paese, la sua posizione geografica è importante, perché può attrarre famiglie e bambini dalle realtà vicine, oltre a un turismo che la può portare ad essere una perla del Delta”.

“Noi come amministrazione faremo le nostre opportune verifiche su questa decisione, ma soprattutto continueremo a investire e credere nella possibilità che il nostro territorio possa crescere. Continueremo a lavorare per la nostra comunità, collaborando col comitato della scuola dei genitori di Bottrighe, abbiamo dato spazi per l’apertura di una sala espositiva dedicata a Umberto Maddalena, punto di attrazione per i turisti che amano gli eroi delle forze armate, stiamo spingendo per il completamento della fibra, abbiamo partecipato a un bando per portare una palestra digitale e per mettere delle colonnine di ricarica per le macchine elettriche”.

“In quest’anno e mezzo siamo andati più volte in Regione, per chiedere migliori servizi di trasporto pubblico, per salvare i servizi socio sanitari dell’ospedale e del territorio, per la realizzazione della ciclabile Ven.To che può aiutare il turismo e l’economia locale del Polesine, per avere più risorse per la nostra Casa di riposo. Il nostro lavoro e il nostro sforzo purtroppo è stato forzatamente indirizzato maggiormente alla difesa di quello che abbiamo, perché ad oggi manca la volontà politica della Regione di investire sul nostro territorio.”

La nota civica chiude con un attacco alle forze politiche adriesi di minoranza. “Una parte della minoranza – si legge - non capisce che le scelte politiche regionali pesano su Adria e sul Polesine come dei macigni e saranno difficilmente invertibili da chiunque venga dopo di noi, facendo passare il messaggio distorto che serve una giunta vicina alla politica della Regione per essere aiutati, mentre invece la politica si deve mettere al servizio della comunità per risolvere criticità e bisogni”.

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