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L’INTERVISTA

“Senza aule”, giustizia al collasso

Il presidente del tribunale Risi non assicura la riapertura dopo l'11 maggio. “I giudici al momento fanno udienza nelle loro stanze. Non si potrà più fare. E non ci sono bagni”

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Il presidente del Tribunale Angelo Risi

“I giudici al momento fanno udienza nelle loro stanze. Non si potrà più fare. E non ci sono bagni”

In queste settimane di chiusura al pubblico, di udienze ferme, i giudici del tribunale di Rovigo hanno lavorato soprattutto a firmare dispositivi di sentenza. Le cancellerie, ridotte all’osso, stanno provvedendo a notificare gli atti urgenti. Ma l’auspicata ripartenza che il governo centrale, almeno per la giustizia, prevista tra metà maggio e fine giugno, per Rovigo - lo assicura il presidente del tribunale Angelo Risi - è un’utopia. “E’ una questione di spazi - il numero uno di via Verdi torna a spron battuto sulla questione “tribunale” - con tre aule per le udienze e 22 giudici, è impossibile ripartire”.

Presidente Risi, il tribunale di Rovigo è pronto per la "fase 2"?

“Già, dal 12 maggio al 30 giugno si parla di parziale ripresa dell’attività giudiziaria, sia penale che civile ma modulata nel rispetto delle cautele, dell’allontanamento sociale. Stando dunque all’attuale situazione dal 1° luglio in poi si dovrebbe tornare alla normalità secondo le scelte del legislatore. Tuttavia secondo noi la data del 30 giugno, almeno a Rovigo, verrà prorogata. Non ci sono i requisiti per tornare al vecchio sistema. Il presidente ha una certa discrezionalità nelle scelte. Questo perché ci sono tribunali che hanno spazi ampi e tribunali in cui il distanziamento sociale impossibile. Il nostro caso è questo”.

Vogliamo spiegare meglio a chi non è mai entrato nel palazzo di via Verdi? O non lo frequenta quotidianamente?

“Il tribunale di Rovigo, ha una ventina giudici, e tre aule di udienza attualmente disponibili. Queste aule fino a poco tempo fa venivano utilizzate nel penale. I colleghi del civile, del lavoro, della famiglia, e gli stessi gip e gup, facevano udienza nelle loro stanze. Ora è chiaro a tutti che queste stanze e queste aule sono insufficienti, visto che la prima regola da seguire è il distanziamento tra avvocati, giudici, parti e testimoni. Non siamo in grado di rispondere all’esigenza. Le stanze sono piccole, pensate per una sola persona. Già prima era una forzatura, ora lo è ancora di più.

E’ stato il suo leit motiv da ben più di un anno a questa parte. E il tema è diventato oggetto di campagna elettorale. Ancora senza soluzione. Lo spostamento del tribunale. Ha fatto presente a sindaco e prefetto delle ulteriori problematiche insorte con l’emergenza sanitaria?

“E’ noto a tutti. Io avevo già detto che tre aule non erano più sufficienti a pieno organico, più 4 magistrati onorari. Siamo oramai 22- 23 giudici. Già prima gli spazi non erano idonei. Non ho aule sufficienti per tutti. Non solo, a pieno regime, non si riesce nemmeno a sanificare le aule nelle pause. Già adesso le aule sono occupate perennemente, anche con doppi turni. Al ministero era stato già evidenziato e a maggio dello scorso anno un’ispezione ministeriale aveva rilevato che le condizioni anche sanitarie dei locali erano più che precarie. Ora diciamo che la iella ci vede benissimo. Stavamo rifacendo i bagni, ma la ditta ne ha ricostruiti solo due e ha sospeso i lavori a causa del lockdown. Così proprio in un momento in cui lavarsi le mani è indicato per una corretta prevenzione contro il covid-19, abbiamo meno bagni di prima. Detta altrimenti, non sono in grado di assicurare il rispetto delle misure igieniche e non ho i servizi igienici funzionanti per l’utenza. La situazione era nota a tutti, sindaco, prefetto e presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati”.

I reati sembrano in calo...

“Be’, non certo perché manca attività di indagine o di polizia. I malviventi nel loro settore sono degli imprenditori. Hanno paura del Covid-19. Da questo punto di vista il virus è molto democratico. I ladri d’appartamento con i padroni in casa, non vanno certo a delinquere. Però aspettiamoci una ripartenza, anche in questo caso”.

L'intervista completa sulla Voce di Rovigo di oggi 21 aprile

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