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LA RIPRESA

I negozianti: “Non abbiamo atteso un’ora in più”

I primi clienti, una vera emozione. “E ora parcheggi gratis almeno fino al prossimo Natale”

 Domenica sera erano già al lavoro per lavare i pavimenti e per sanificare i ripiani. “Lo abbiamo rifatto stamattina puliamo continuamente”, sottolinea Andrea Bettorato, titolare di Fondaco, trame colorate, che vende oggetti per la casa e biancheria tra via Angeli e piazza Repubblica. Per i commercianti del centro di Rovigo in genere il lunedì è dedicato al riposo, ma in tanti non hanno atteso un minuto in più e con l’ok alla riapertura non si sono fatti trovare impreparati. Non tutti, per la verità. Molti apriranno questa però già questa mattina.

“Fremevamo - continua Bettorato - volevamo dare vita alla città. Già alle 9 eravamo aperti. Abbiamo voglia di incontrare persone, di continuare la nostra attività. Il fatto di rimanere chiusi per tanto tempo ci ha penalizzati. Ci sono le aziende fornitrici che premono sui pagamenti e noi abbiamo tutta la merce primaverile ancora da vendere. Io ho ottenuto i 600 euro, ma devo pagarne 6mila almeno ai miei fornitori, che ci suggeriscono di accendere un prestito in banca”.

Alle 10,15 ha emesso il primo scontrino dopo due mesi di lockdown Ciro Toso, del negozio Colmar-Lacoste. “Avevamo tanta voglia di riprendere - commenta - di vedere gente, di fare due chiacchiere. E’ dura, non lo nego, abbiamo tutta la primavera estate in negozio i giubbottini più leggeri che non abbiamo potuto vendere. Poi abbiamo vissuto tutto in una situazione frammentaria e con informazioni confuse”.

I locali hanno tutti igienizzante per mani e guanti. In bella vista strumenti per l’igienizzazione degli ambienti, “meno male che almeno si possono provare i vestiti - sottolinea Ciro - altrimenti diamo l’ultima spallata alle vendite nei negozi in favore dell’online”.

Sono pronti a tutto pur di riprendere la marcia. Aperture domenicali, turni non stop durante il giorno, aperti anche in pausa pranzo. “Le stiamo valutando tutte”, conclude Ciro.

Rita e Laura del Roverella Shoes, hanno colto l’autorizzazione al balzo e con un tavolino si sono sistemate fuori per far ritirare gli ordini alle clienti. “E’ il nostro primo giorno di scuola - non nascondono l’emozione - abbiamo venduto qualche scarpa leggera. Ma le mascherine colorate made in Italy stanno andando via tantissimo. Vedere gente, poterci parlare è un’emozione indescrivibile”.

Sabrina Giordani del negozio di intimo Pg1 è ancora confusa come molti sulle regole. “Il mio negozio è piccolino e mi piacerebbe approfittare dell’esterno, ma non so se poi è indicato per i capi esposti. Io intanto ho aperto. Ringrazio il sindaco per la proposta dei parcheggi gratis. Dovrebbe essere così fino a Natale”.

Dopo la cassa integrazione ha tirato un sospiro di sollievo anche Chiara, del negozio Intimissimi: “Le persone hanno voglia di tornare alla normalità. Tutti quelli che sono entrati hanno comprato qualcosa. E devo dire che pensavo di vendere qualcosa di basico, invece hanno comprato prodotti colorati, personali, per coccolarsi”.

 

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