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FASE 2

Ristoranti, la ripartenza è timida

I Bonfi portano i loro piatti in centro. Alicanto riapre giovedì. Le Betulle: “Siamo pronti”

 La ripartenza per i ristoranti di Rovigo è timida, tra distanziamenti e misure di sicurezza la riapertura rischia di essere un boomerang e in tanti stanno aspettando di vedere... l’effetto che fa. Come Stefano e Cristian Bonvento, titolari della famosa Osteria ai Bonfi, tra via Badaloni e via Sacro Cuore. “Abbiamo tavoli da due, non possiamo sistemare tavoli fuori dal locale perché lo spazio è piccolo e potremmo dare fastidio al vicinato, così teniamo chiuso”. I Bonvento hanno portato in parte la loro cucina in corso del Popolo. “Qui proponiamo alcuni piatti dei Bonfi, avremo la possibilità di sfruttare Corso del popolo e l’esterno”, spiega ancora Stefano.

Ha già ricevuto le prime prenotazioni dopo tanto tempo, da ieri sera, il ristorante Le Betulle in viale Regina Margherita. “Si muove qualcosa - dice speranzoso Matteo Lucchin - Abbiamo lavorato molto all’adeguamento per la sicurezza, in maniera attenta e meticolosa, all’ingresso cartelli indicano cosa è necessario sapere e come bisogna comportarsi per evitare il contagio. Abbiamo lavorato anche alla formazione del personale e siamo ottimisti e realisti”. Anche l’albergo storico in centro città è aperto “Anche se non era necessario abbiamo preso nuovi macchinari per la sanificazione”, spiega ancora Matteo, che con la sua piccola perla è tra i primi a riaprire.

Ha cominciato con il take away e le consegne a domicilio già due settimane fa, Inki, il ristorante di Sushi in piazza Matteotti. “Inizialmente è stato faticoso - spiegano - ma adesso anche l’asporto sta andando molto bene”. I tavoli alle 12,30 sono ancora vuoti, ma si spera che con il passare dei giorni e della paura, mista all’abitudine di stare a casa, i rodigini escano dal guscio.

Giovedì debutta Alicanto, di Francesco Fiorenzato. “A pranzo riapriremo, il sabato solo a cena e la domenica a pranzo e a cena. Vediamo come va”. In questi giorni, si lavora al distanziamento dei tavoli e alle misure necessarie per riaprire. “Qualcuno ha già prenotato, ci aspettiamo di lavorare soprattutto con l’estivo - dice Francesco - abbiamo predisposto delle siepi per separare fisicamente e anche all’interno i tavoli saranno ben distanziati, per dare sicurezza ai nostri clienti”.

Non ha ancora riaperto la Tavernetta da Dante, altro locale storico del centro storico. Mentre Dispensa Ferrari, che richiamava molto gli automobilisti di passaggio nelle pause pranzo, nell’area del distributore Dall’Aglio, è ancora in fase di riorganizzazione. “Riapriremo dalla prossima settimana - racconta Stefania Ferrari, la titolare - Vedremo com’’è l’andamento in giro. Intanto abbiamo fatto una sanificazione generale a fondo e vogliamo ripartire in super sicurezza”. Con una gestione non familiare e alcuni dipendenti in cassa integrazione Ferrari preferisce non sbagliare. “La distanza tra i tavoli è assicurata - conclude Stefania - abbiamo un bancone molto largo dunque anche la distanza tra clienti e dipendenti è assicurata. Dobbiamo però monitorare il flusso visto che i costi sono tanti e di sbagli non ce ne possiamo permettere”.

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