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Caro caffé, l'effetto collaterale

In molti bar di Rovigo la tendenza è quella di aumentare il costo delle consumazioni. Un po' era previsto, un po' è la crisi che avanza

Caro caffé, l'effetto collaterale

Il caffè al bancone arriva a costare 1,20, il cappuccino 1,40, lo spritz e l’ombra anche 50 centesimi in più. E chi non ha ancora aumentato i listini, ci sta pensando. Chi è abituato a frequentare i bar, ovvero la maggior parte dei rodigini, se n’è accorto subito. Ma in pochi si sono arrabbiati.

Il ritocchino ai prezzi era del resto una conseguenza fin troppo prevedibile della crisi post lockdown. Come racconta Lele, del caffé Garibaldi: “Il nuovo listino prezzi era già stampato prima della chiusura - spiega - in realtà non dipende dal Coronavirus era già previsto. Stiamo cercando di adeguarci alle indicazioni per le distanze, ma non è semplice”. Alla Favorita non è ancora stato effettuato alcun rialzo dei prezzi: “Abbiamo nove operai in cassa integrazione - dichiara la titolare - per ora stiamo gestendo tutto tra noi familiari, abbiamo visto che qualcosa si muove anche se non è certo il lavoro di prima. Anche per mettere i clienti a loro agio non abbiamo aumentato nessun prodotto”.

Con 60-70 coperti al giorno scesi a sei sette, è a forte rischio l’attività per Marco Ruzzante e la mamma, titolari di “Giornali e caffé”. “Ancora - spiega Marco - non abbiamo ritoccato il listino, ma lo faremo. Abbiamo sistemato i tavoli per la distanza, dobbiamo chiedere alle persone se sono sposate o conviventi per distribuirle meglio ai tavoli. Sanifichiamo ogni volta tutti i ripiani. Dobbiamo anche rassicurare le persone che sono spaventate e ci chiedono se possono consumare al bancone. Dobbiamo portare sempre noi lo zucchero per evitare la promiscuità al bancone. Tutto è cambiato”. Al momento, dunque, il caffé è ancora a 1,10 euro, ma nel giro di poco si adeguerà agli altri.

Ha scelto di mantenere tutto come prima Massimo, titolare del bar Dal Moro: “E’ ancora presto per capire come sta andando, ma stiamo lavorando e questo è già qualcosa non possiamo piangerci addosso. Spero che arrivino presto con i sopralluoghi per dare l’ok per i plateatici”.

“Caffé 1,20 euro”, lo dice chiaro e tondo il cartello all’ingresso del Nazionale. “Abbiamo deciso di portare allo stesso livello il servizio dei tavolini e quello al bancone, anche perché tra asporto, domicilio, e altri servizi non ci stavamo più dentro - spiegano Enrico e Aser - La ripartenza è al rallentatore, come previsto, ci vorrà un mese per capire come sta andando”.

Al Corsopolitan le colazioni costano sempre alla stessa maniera, ma qualcosa in più si paga per l’aperitivo: “Costa 3,50 invece che 3 euro a bicchiere. Anche perché abbiamo dato spazio a una scelta di vini più importante - spiega Alessandra Sguotti - Stiamo tornati operativi al 100% abbiamo scelto di non lasciare nessuno a casa, perché oltre all’aspetto economico c’è quello personale”. E allora diventa più sopportabile quel caro “caffé” per il consumatore finale.

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