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FASE 2

Liberi: da oggi riaprono i confini

Dopo tre mesi il Po smetterà di dividere comunità legate dal punto di vista sociale ed economico

Liberi: da oggi riaprono i confini

Liberi! Da oggi si riaprono i confini del Veneto, e dunque anche del Polesine. A mezzanotte sono cadute le restrizioni che, ormai da ben tre mesi, impedivano di superare i confini regionali. E il Polesine torna a guardare oltre Po: da oggi, infatti, sarà possibile raggiungere le province di Ferrara e Mantova, confinanti con buona parte del nostro territorio provinciale e con le quali in particolare l’Alto Polesine mantiene solidi rapporti sociali ed economici, senza più autocertificazione.

Certo, qualche precauzione sarà ancora adottata: gli spostamenti, infatti, verranno comune tracciati. Ma non ci saranno più divieti per spostarsi tra le Regioni: la mobilità, insomma, torna libera. Insomma, alla fine il governo ha optato per la riapertura totale della circolazione tra le Regioni, dopo che - per qualche giorno - aveva preso corpo l’ipotesi di una riapertura a macchia di leopardo. In particolare, si era ventilata l’ipotesi che alcune Regioni, dove ancora il virus continuava a far paura, potessero mantenere le proprie frontiere “chiuse”: tra queste, proprio la Lombardia e l’Emilia Romagna. In quel caso, il Veneto, e il Polesine in particolare, si sarebbero trovati nella situazione di essere di fatto circondati, e di non poter comunque uscire dai propri confini, nonostante la dichiarazione di emergenza finita. Anche per questo, Luca Zaia - assieme ad altri governatori - si era opposto alla soluzione delle riaperture scaglionate. Ottenendo, alla fine, il via libera dal governo: senza il rinnovo del Dpcm, scaduto alla mezzanotte di ieri, dunque, da oggi la circolazione tra le due sponde del Po (ma anche, per quanto riguarda Melara, sul confine “terrestre” con la lombarda Ostiglia) può riprendere a pieno ritmo.

“Da domani - ha annunciato ieri Francesco Boccia, ministro degli affari regionali - torna la libertà di circolazione tra Regioni senza condizioni. E’ giusto, però, che ogni presidente rafforzi il sistema di prevenzione e lo si fa rafforzando i presidi”.

“Per l’app di tracciamento - ha ricordato poi il ministro - è iniziata la sperimentazione in 4 regioni (Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia, ndr), tutti possiamo già scaricarla, ovviamente sarà utilizzabile tra qualche giorno”. Il governatore sardo Solinas, dice poi Boccia rispondendo a una domanda su questo, “non ha più posto condizioni pregiudiziali, sta lavorando su meccanismo che sta rafforzando” i presidi. “Io credo che ognuno, ogni cittadino che si sposta da una Regione all’altra - conclude - si augura che il sistema di controllo e monitoraggio funzioni”.

“Dopo questi primi tre mesi - ha detto ancora Boccia - possiamo dire di aver vinto noi, ma abbiamo pagato in termine di perdite di vita umane enorme e un costo economico immenso”.

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