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IL CASO

Visoni e coronavirus: un nuovo allarme a Villadose

Lo lanciano Lav ed Essere Animali, sulla base di quanto sta accadendo in Olanda

Visoni e coronavirus: un nuovo allarme a Villadose

Lav torna a parlare di visoni e Covid. Una tematica che tocca da vicino Villadose, dove, dopo la chiusura dell’allevamento, vengono segnalati da tempo avvistamenti di visoni in campagna, che si presume possano essere scappati proprio dalla struttura che, sino a qualche mese fa, era aperta alle porte di Villadose.

“Il Governo olandese - spiega la nota stampa di Lav, Lega anti vivisezione - ha ordinato l'abbattimento di migliaia di visoni in nove allevamenti di animali per la produzione di pellicce, a cominciare da venerdì di questa settimana, a seguito del parere di due team tecnico scientifici (composti da veterinari ed esperti di malattie infettive e gestione delle zoonosi, le malattie tramesse dagli animali all’uomo) che hanno riconosciuto che i visoni potrebbero fungere da serbatoi per il virus, permettendogli di rimanere in circolazione per lungo tempo”.

Un allarme che era già stato lanciato qualche settimana fa e che già aveva fatto parlare a Villadose. Per quanto si debba tenere conto di come, a oggi, non vi sia alcuna evidenza della possibilità che gli animali segnalati nelle nostre campagne possano avere avuto contatti col virus, di qualunque tipo.

“Già lo scorso 25 maggio - prosegue la spiegazione di Lav, in riferimento al caso olandese - il ministro dell’Agricoltura aveva dichiarato come ‘estremamente plausibile’ il contagio visone-uomo, dopo che due operatori di distinti allevamenti avevano contratto la malattia Covid-19 risultando contagiati dallo stesso ceppo del virus Sars-Cov-2 individuato nei visoni. Il Governo olandese prevede che saranno rilevati più casi di infezione nelle prossime settimane e che, man mano che i tassi di infezione uomo-uomo diminuiscono, l'infezione da visone-uomo potrebbe far aumentare l'incidenza di Sars-Cov-2 nell'uomo. Tutti gli allevamenti di visoni nei Paesi Bassi sono attualmente sottoposti a screening obbligatorio e sono state messe in atto misure che includono restrizioni, sia per i visitatori delle aziende agricole, che per il trasporto degli animali”.

“Lav ed Essere Animali - prosegue la spiegazione - sono profondamente preoccupate per i visoni presenti anche negli allevamenti italiani. In base alle ricerche condotte in Olanda, molti dei visoni infettati hanno manifestato disturbi respiratori, poi rivelatisi fatali. In altri casi il visone può contrarre il virus senza mostrare sintomi, cosa che – in assenza di ‘campanelli d’allarme’ - potrebbe facilitare il diffondersi del contagio. Pertanto, Lav ed Essere Animali – impegnate da tempo a chiedere un divieto assoluto per l'allevamento di animali ‘da pelliccia’ – fanno appello al Governo italiano perché adotti misure immediate, inserendo questo divieto nella conversione del Decreto legge ‘Rilancio’".

“Lav ed Essere animali - prosegue infine la nota - chiedono inoltre la messa in sicurezza sanitaria degli animali e di evitarne l’abbattimento, al quale vengono destinati in circa 150mila ogni anno nei 13 allevamenti che risultano ancora attivi in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna ed Abruzzo”.

Poi, un passaggio sul Comune di Villadose, dove, come detto, era attivo un allevamento di visoni, ora chiuso, dopo un contenzioso legale. “Le due associazioni - prosegue ancora la nota - segnalano che, grazie al loro intervento legale, a seguito del contenzioso avviato nel 2016 con la collaborazione dell’avvocato Matteo Ceruti, è stata ottenuta la chiusura di un nuovo impianto di allevamento che avrebbe potuto stabulare fino a 20mila visoni”.

“Si tratta dell’allevamento sito a Villadose e per il quale, lo scorso 22 maggio, il Comune di Villadose ha disposto la definitiva chiusura (opponibile entro 60 giorni) a seguito della Sentenza del Tar del Veneto Sez. II n.01381/2019 che ha accolto il ricorso di Lav ed Essere Animali contro l’insediamento dell’allevamento di visoni. La struttura era stata avviata poco più di 3 anni fa nonostante una serie di inadempienze, secondo la valutazione dei giudici del Tar, anche da parte del Comune nell’iter autorizzativo, come la mancata presentazione e valutazione del: piano Aziendale di cui all’art. 44 della L.R. 11/2004; piano di Utilizzazione Agronomica (per la gestione delle deiezioni) caratteristiche tecniche della concimaia (con attestazione di conformità alla normativa di settore e indicazione delle modalità di stoccaggio temporaneo dei reflui da conferire a terzi per essere smaltiti); ulteriore documentazione richiesta dall’Ulss 5 e Arpav. L’istruttoria che il Comune di Villadose ha dovuto intraprendere per rivalutare le istanze di inibitoria delle Segnalazioni certificate di inizio attività non poteva dunque che concludersi con un diniego alla concessione della licenza di allevamento di visoni”.

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