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IL POPOLO DELLA NOTTE

“In disco seduti per ore? Nemmeno ai matrimoni!”

Stefano Porzionato, titolare con il fratello Paolo delle Fonderie Musicali di Rosolina: “Con queste restrizioni non riapriamo. Abbiamo superato la crisi del 2008. Questa è durissima. Ma c’è voglia di ballare”

“In disco seduti per ore? Nemmeno ai matrimoni!”

Stefano Porzionato titolare delle Fonderie Musicali

Stefano: “Abbiamo superato la crisi del 2008. Questa è durissima. Ma c’è voglia di ballare”

Quarantatrè anni nel mercato delle discoteche, tre generazioni. Mentre le balere chiudevano in tutta Italia, loro, Stefano e Paolo Porzionato, due fratelli, si allargavano, con le Fonderie Musicali (ex Malibù) a Rosolina e con la Riviera di Rosolina mare, in centro. “Mio nonno, i miei genitori e ora noi siamo sempre stati ‘discotecari’ - dice orgoglioso Stefano - A Natale eravamo andati molto bene e anche se negli ultimi 10 anni il mercato si era ridotto rispetto agli anni precedenti, noi avevamo sempre un buon riscontro con serate diversificate, per i giovani e per i meno giovani erano apprezzate. Frutto del lavoro di professionisti non improvvisati”. Poi la chiusura totale, con l’emergenza sanitaria più devastante dai tempi della febbre spagnola.

“Con il 2008-2010 pensavamo di aver toccato il fondo - racconta Stefano - Non ce l’hanno fatta gli improvvisati e quelli con poca esperienza. Non sono riusciti a tenere il passo. Da cinque anni a questa parte si stava lavorando. Ora si è di nuovo fermato tutto e chissà quando ripartirà”.

In teoria si parla del 15 giugno, ma anche Stefano Porzionato, come i colleghi della night fever polesana non ha dubbi: “La discoteca senza ballo è un’eresia è come portare a tavola dei piatti e non poterli mangiare perché è proibito”. Il contatto è necessario, la comunicazione tra le persone naturale, si viene in discoteca per trovare la fidanzata e il fidanzato da che mondo è mondo”.

Una contraddizione in termini, praticamente, ascoltare il dj-set da seduti.

Il gestore delle Fonderie Musicali è stato costretto, come molti, alla cassa integrazione per i dipendenti. Molti dei 40 dipendenti che ha il locale sono a chiamata, ma si trovano senza lavoro. “Ho anticipato io la cassa integrazione in deroga e ancora non abbiamo visto nulla”.

Certo, non leviamo la bellezza della notte fonda ad ascoltare l’ultima top10, perché scappano via: “Seduti al tavolo dalle 21.30 alle 23.30... nemmeno a un matrimonio ci stai”.

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