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L'impresa

Dal Monviso all’Adriatico via Po

Fabrizio Bruno è giunto nei giorni scorsi in Alto Polesine, pedalando sulle acque del Grande Fiume

Dal Monviso all’Adriatico via Po

Fabrizio Bruno

E’ arrivato nei giorni scorsi, in Alto Polesine, pedalando sulle acque del Grande Fiume.

Lui è Fabrizio Bruno, “Adventure man” di comprovata esperienza che, supportato da Laura, che lo ha seguito fornendogli ogni supporto necessario, sta compiendo un’impresa che rimarrà nella storia del Po. In passato, aveva già attraversato lo Stretto di Gibilterra con questa strana “bicicletta acquatica” segnano un primato molto originale, quello di essere il primo uomo ad avere raggiunto il Marocco dalla Spagna pedalando, appunto, su di una bicicletta galleggiante.

Originario del cuneese, Fabrizio è partito dal Pian del Re (Crissolo) e in questi giorni, raggiungerà l’Adriatico in bicicletta, pedalando sull'acqua con il sistema galleggiante Shuttle Bike. Nel tardo pomeriggio di mercoledì, si è fermato a Ficarolo, sulla chiatta dell’associazione Sandokan dove ad attenderlo c’erano Stefano “Sandokan” e Cinzia, che lo hanno accolto dandogli anche ospitalità per la notte. “Il tratto del cuneese è molto bello ma assolutamente poco organizzato - ci racconta lo stesso Fabrizio - mentre nel torinese ci sono un paio di chilometri che sono un misto di varie follie. Si attraversa un parco stupendo, dove però è vietato fare qualsiasi cosa e l’ospitalità è vicina allo zero. Subito dopo, nel tratto da Torino, a Chivasso, ho attraversato zone bellissime ma, fino a Piacenza, ho incontrato solo 11 persone, nonostante fosse un fine settimana. Nessuno vive il Po in quelle zone - lamenta il nostro ironia - Solo alcuni pescatori tedeschi attrezzati ma con i quali non si interagisce. Dal mantovano all’altopolesine cambia tutto - conclude - l’ospitalità è quasi imbarazzante”.

Fabrizio, partito il 20 giugno, conta di arrivare in mare oggi, dopo essersi fermato in diverse zone rivierasche del Polesine. Questa lunga pedalata sull’acqua sottolinea all'inizio dell’estate 2020 l’uscita dalla fase di confinamento più critica dovuta all'emergenza sanitaria seguita alla diffusione del Covid 19 e vuole essere un omaggio alla possibilità di raggiungere l'acqua del Mare Mediterraneo, partendo dalle montagne e navigando sul fiume. La bicicletta muscolare intesa come strumento di piacevole viaggio lento e armonioso, attraverso i parchi, le aree protette, le coltivazioni e le zone industrialmente più attive della Pianura Padana, toccando il territorio di 183 comuni e unendoli in una pedalata di augurio per un futuro sereno. 700 chilometri in più tappe per affrontare i 2020 metri di dislivello necessari per arrivare al mare. Nella mattinata di giovedì, Fabrizio si è fermato anche a Gaiba dove ad accoglierlo c’erano il vicesindaco Asia Trambaioli e l’assessore Davide Ceregatti.

Il servizio completo oggi 5 giugno sulla Voce di Rovigo

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