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Dopo il lockdown

Ristoranti, autunno caldo in vista

“Il calo del fatturato resta sul meno 50%, presto il colpo delle tasse e scadenze fiscali”

Ristoranti, autunno caldo in vista

Sarà un autunno da paura per il sistema dei ristoranti. Gli operatori mettono le mani avanti e annunciano lacrime e sangue a partire dal prossimo settembre quando i nodi, e le scadenze fiscali, verranno al pettine. Coldiretti ha lanciano il grido d’allarme per l’intera filiera alimentare, che con il calo del fatturato di ristoranti, trattorie, bar e agriturismi, sta mettendo in ginocchio aziende e produttori.

“Non posso che confermare queste forti preoccupazioni - spiega Stefano Pattaro, responsabile polesano di Ascom - i dati in nostro possesso a livello nazionale, ma da noi siamo su quei valori, parlano di un calo del 56% del fatturato. Che può essere anche maggiori in quelle località dove il turismo era essenziale e che ora è in calo. Certo a luglio e soprattutto agosto ci sarà una ripresa, ma basterà?” Il problema, puntualizza Pattaro, arriverà nei mesi successivi, a partire da settembre “e non parlo solo di un pericolo di ritorno della pandemia, mi riferisco alle scadenze fiscali, alla tassazione, alla possibile ripresa dei licenziamenti. Ecco allora sì che si rischierà di vedere una vera ecatombe di esercizi commerciali e della ristorazione. Chi adesso resiste riuscirà a farlo anche in autunno?”.

Due i fattori che incidono maggiormente sul calo del fatturato dei ristoranti, uno pratico e l’altro più emotivo, “le restrizioni per evitare i contagi - sottolinea il responsabile di Ascom - hanno ridotto la capienza dei ristoranti, inoltre l’utilizzo dello smart working continua a limitare la portata, e quindi il fatturato, della pausa pranzo. Dal punto di vista emotivo invece c’è ancora timore, la paura è decisamente minore rispetto a un mese fa, ma non è affatto sparita. A cena, al ristorante, ci si va soprattutto per rilassarsi, per stare in compagnia, per divertirsi, se tutto questo è menomato dalla paura molti riducono le uscite serali”. E per invertire questa tendenza? “Di sicuro la fine della pandemia, ma gli operatori hanno anche bisogno di liquidità e di un alleggerimento della tassazione, di un abbattimento del costo di affitti, oneri fiscali. Altrimenti le chiusure che adesso sono ancora poche, aumenteranno in modo esponenziale”.

Anche la rete degli agriturismi adesso si sta aggrappando alla ripresa delle ultime settimane “ma se calcoliamo il fatturato dallo scorso marzo - chiarisce Alberto Faccioli, presidente di Agriturism - il tracollo si aggira sul 70% in meno. Considerando solo l’ultimo mese e mezzo siamo sul meno 50%. Per le nostre strutture, qua in Polesine, la ristorazione sra recuperando qualcosina, l’alloggio invece punta su agosto per contenere le perdite. le richieste della clientela? Posti all’aperto dove il distanziamento è più facile e la sicurezza più elevata. Il problema arriverà in autunno con l’arrivo delle scadenze fiscali e con le tasse. Per dare maggiore respiro alle attività occorre un’attenuazione sensibile di tasse e imposizioni fiscali”. Anche perché gli agriturismi, così come i ristoranti stanno ancora scontando la perdita dell’intero fatturato di primavera “tra aprile e maggio abbiamo perso le festività, la Pasqua, il periodo delle cerimonie di cresime e matrimoni. Momenti in cui i ristoranti e gli agriturismo in genere si riempivano. Quel fatturato è perso c’è poco da fare, ed anche se si riuscirà, adesso, a recuperare qualcosa quel che è perso è perso”.

Anche Confesercenti conferma che “la situazione è critica perché il mondo della ristorazione e del commercio è un po’ l’anello finale di una filiera che soffre. Le difficoltà sono diffuse, per ora non sfociate in un numero eccessivo di chiusure, ma i prossimi mesi costituiscono una grande incognita”.

Insomma l’autunno di profila caldo anche per ristoranti, bar e agriturismi. Il peggio, da questo punto di vista, non è ancora passato.

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