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La storia

“Dopo il disastro, ci rialzeremo”

Jean Pierre Giacobbe ha un negozio a Lusia: “C’è chi mi ha aspettato. Bisogna avere fiducia”. Il parrucchiere è riuscito a tornare da Gran Canaria dopo quattro mesi e mezzo.

“Dopo il disastro, ci rialzeremo”

Nel momento più difficile dell’emergenza sanitaria, era rimasto bloccato all’estero, senza riuscire a rientrare in Italia. Dove, comunque, la sua attività, piano piano, era ripartita, come molte altre attività economiche, grazie alla graduale uscita dal lockdown, generato dal Coronavirus. Ci sono voluti quattro mesi e mezzo, e non è stato facile. La disavventura è capitata a Jean Pierre Giacobbe, noto barbiere di Lusia, che, dopo il ritorno e la ripartenza, ha dovuto affrontare la realtà di una crisi che non ha risparmiato nessuno.

E’ nato a Versailles, in Francia, 51 anni fa. Viaggiare era già nel suo dna: i genitori, infatti, erano emigrati per lavoro. Restarono per 15 anni in Francia, dove la madre faceva la sarta e il padre lavorava in un’azienda di fiori. All’età di 6 anni il ritorno in Italia. Finite le scuole e ottenuto il diploma, Jean Pierre ha capito che la sua strada era quella di fare il parrucchiere, a cui si è dedicato anima e corpo, aprendo poi il negozio “Parrucchieri J.P& Co”. La sua attività è andata alla grande in Italia, quindi ha deciso di tentare l’avventura a Gran Canaria, una delle Isole Canarie, in Spagna, trasferendosi nella città di Maspalomas. La partenza nel luglio di due anni fa, mentre l’anno prima era andato per vedere la situazione e capire se si poteva iniziare questo progetto, affrontando il cambio di vita. Jean Pierre ha quindi aperto nell’isola spagnola una società di import export di cosmetica con prodotti italiani come shampoo, creme e altro, per un marchio nuovo.

La decisione di vivere a Gran Canaria con la famiglia era stata dettata dalla volontà di cambiare stile di vita. “Una scelta ponderata, studiata con mia moglie e le due piccole - aveva raccontato Jean Pierre Giacobbe qualche mese fa - Qui l’idea era di aprire un’attività di barbiere, ma ho cominciato a comprendere che bisognava prima studiare e capire l’isola e gli abitanti, i loro usi e costumi. E la scelta è stata anzitutto di collaborare con un salone conosciuto, con cui tuttora collaboro. Studiando e capendo come potevo entrare nei negozi per farmi conoscere”.

E’ tornato da poco più di una settimana. “Dopo quattro mesi e mezzo sono riuscito a ripartire, ma con difficoltà, facendo parecchi scali, tipo Gran Canaria-Barcellona, Barcellona-Roma - spiega il noto parrucchiere - Poi, da Roma ho dovuto prendere tre treni per arrivare a Bologna, quindi ho chiamato qualcuno che mi venisse a prendere, altrimenti avrei dovuto aspettare altre tre ore per la coincidenza. In totale, ben 18 ore di viaggio, mentre di solito ne faccio quattro. Alla fine ci siamo riusciti. Ora invece sembra che sia tutto tornato nella normalità con i voli. Speriamo continuino così altrimenti sarebbe veramente una situazione catastrofica”.

La crisi creata dal Covid 19 si è fatta sentire. “Dal punto di vista economico, restando chiusi per due mesi e mezzo, è stato un disastro. Abbiamo perduto tantissimo, la gente si è arrangiata in un modo o nell’altro. C'è stato un boom iniziale, ma poi una calma preoccupante. Dopodiché, sono riuscito a tornare e abbiamo studiato una strategia per ricominciare a lavorare. Ora mancano ancora in molti all’appello, però vediamo che la gente inizia a muoversi”. Serve pazienza, sottolinea Jean Pierre: “Ci vuole tempo e calma, c’è tanta paura ancora, però i clienti sono molto rispettosi ed educati. Rispettano anzitutto l’appuntamento, mantengono le distanze previste, mettono la mascherina e adottano tutte le precauzioni che diamo all'interno del negozio”. Chiaramente il negozio ha adottato tutte le precauzioni necessarie: anzitutto una colonnina igienizzante con dispenser automatico, in modo che il cliente non debba schiacciare il barattolo del gel, ma il liquido igienizzante scende automaticamente.

Jean Pierre ha molti clienti affezionati: in tanti lo hanno atteso per farsi tagliare i capelli a Lusia proprio da lui. “Tantissimi clienti mi hanno aspettato ed è stato molto bello rivederli. Mi hanno fatto capire l'importanza di questo lavoro, la fiducia che hanno in me. Dovevo scendere solo per una settimana, ma ho prolungato per altre tre settimane per poter accontentare, spero, tutti. Ho già acquistato il biglietto per fine agosto, nel frattempo cercherò di continuare con chi ancora manca”.

Qualcuno è arrivato in negozio con i capelli davvero lunghi: “C’è chi mi ha aspettato quasi cinque mesi. Penso che non sia solamente un cliente, ma sicuramente un amico. Dico a tutti grazie, senza di loro non sarei riuscito in questa crescita”.

Jean Pierre prosegue il suo progetto-lavoro a Gran Canaria. “A Gran Canaria c’è crisi. E con il lavoro stiamo iniziando come fosse il primo giorno, cioè da zero o, forse, sotto zero. Dicono che il peggio dovrà ancora arrivare, si parla di ottobre, quando ci sarà un peggioramento. Ma io non demordo, vado avanti con il mio progetto, anzi con i miei progetti. Sì, perché quello dell’import export per i prodotti cosmetici sta partendo: grazie a Dio l’Italia sta rispondendo bene a questi straordinari prodotti per parrucchieri e barber, una linea nuova, un marchio importante elegante, con fragranze naturali”.

Bisogna guardare avanti. “La situazione, se ascolti tutti, è veramente tragica per il futuro. Però, come ripeto, bisogna avere fiducia: solo con il tempo sapremo cosa succederà, per me piano piano si migliorerà . La situazione Covid qui alle Canarie è tranquilla, anche perché sono stati molto previdenti e attenti: non si sono registrati molti casi. In Spagna invece la cosa è più seria: dovrebbero fare come ha fatto Zaia, ovvero chiudere dove ci sono i focolai. E’ l'unico sistema da adottare, a mio parere”.

“La fiducia come imprenditore deve esserci - aggiunge l’imprenditore - non voglio fare un discorso politico, ma per fare funzionare le cose dovrebbero abbassare le tasse e prendere esempio dalla Spagna o dalla Germania. Abbiamo molto in Italia, se non tutto, ma la stanno distruggendo. Gli italiani sono grandi lavoratori e non ci fa paura metterci in gioco. L’Italia è un gran bel paese, ma non ci lasciano lavorare nel modo giusto”.

Jean Pierre sta dando il massimo per far andare al meglio il suo negozio, la sua attività, anche nel rapporto con i suoi dipendenti.

“I miei collaboratori e soci sono sereni perché così deve essere. Sanno che si deve dare il massimo in questo periodo: ci sono progetti molto belli per il futuro e questo li fa stare più tranquilli. Cercherò di trovare soluzioni per tutti, non voglio che qualcuno resti a casa. Anche per questo sono a Gran Canaria, per vedere altre prospettive”.

“Comunque, credo che non riusciremo a recuperare ciò che abbiamo perso - conclude Giacobbe - E’ come se avessimo comperato una bella macchina e avessimo avuto un brutto incidente: la macchina la possiamo buttare, piano piano ne prenderemo un’altra. L’importante è stare bene: in questo periodo l’importante è portare a casa la pelle, stare in salute. E, se ci danno la possibilità di lavorare, piano piano ci rialzeremo”.

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