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CULTURA

Il palcoscenico arriva nei cortili

Al via la residenza artistica dei P0int-Punto zero al Censer.

Il palcoscenico arriva nei cortili

La Fabbrica dello zucchero è impegnata nelle proposte di “Pre-tensioni”, un percorso artistico di avvicinamento all’omonima kermesse culturale del 3-4 ottobre prossimi. Tanti gli eventi che si stanno succedendo e che vedono un pubblico crescente.

Si è conclusa, la scorsa settimana, l’incursione degli artisti in città; oggi terminerà anche l’esperienza “Favole al telefono… ai tempi dello smartphone”, mentre parte una novità assoluta: una residenza artistica al Censer di Rovigo, ospiti di Fdz e del Censer Rovigo Fiere, per i giovani artisti del gruppo P0int-Punto zero, che creeranno alcune opere da esporre al prossimo “Tensioni”.

Le performance artistiche in città in particolare, il “Pre-festival nei cortili”, è stata una scommessa per Fdz: portare l’artista fuori dallo spazio scenico predefinito, per andare ad incontrare il pubblico laddove vive ed abita. Niente a che vedere, dunque, con gli artisti di strada, che nascono e vivono fuori dagli spazi teatrali classici per scelta, ma un vero e proprio “scomodare” l’attore, come il musicista o il danzatore, dal suo sicuro proscenio e trasportarlo verso luoghi non convenzionali, allo scopo di ricucire quella distanza e quel senso di lontananza tra pubblico e spettacolo, che si sta sempre più evidenziando in questo momento di emergenza sanitaria.

Lo scorso fine settimana, quindi, si sono svolte una raffica di performance artistiche, abbastanza improvvise, prima in un cortile condominiale di San Pio X, con l’esibizione della cantante jazz Camilla Ferrari; poi al ponte Marabin col musicista Alessandro Alfonsi, quindi in Commenda con una pièce teatrale dell’attore Andrea Zanforlin ed infine una performance dei danzatori della Compagnia Fabula Saltica.

Tanti i curiosi affacciati ai balconi, che diversamente dal lockdown, sono diventati platea e non palcoscenico; e tanti i passanti catturati dalla musica. Il fine non era ovviamente mettere assieme una folla di pubblico, bensì infrangere la distanza, forse più emotiva che fisica, tra l’artista e lo spettatore.

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