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SCUOLA

Mascherine, “portatele da casa”

Arcuri continua a promettere 77 milioni di dispositivi per due settimane. Ma domani sarà fai da te

Mascherine, “portatele da casa”

Mascherine chirurgiche in classe

Per tagliare la testa al toro, gli istituti tollereranno, almeno per il primo periodo per gli studenti (e non per il personale scolastico), le mascherine cosiddette equivalenti, non chirurgiche. anche perché le promesse del commissario Domenico Arcuri, che anche ieri ripeteva “Nessuna scuola resterà senza mascherine, tutti gli studenti, l'intero corpo docente e la totalità del personale non docente avranno ogni giorno una mascherina chirurgica gratuita”, a oggi non è realtà per le scuole.

In una nota il commissario ha aggiunto: “Agli istituti di ogni ordine e grado sono già arrivati 41 milioni di chirurgiche. Ed entro lunedì 14 ne arriveranno altri 77 milioni, una quantità sufficiente per due ulteriori settimane di lezioni”. Ma alle riunioni con i genitori, gli insegnanti e i responsabili Covid hanno segnalato: “Ne abbiamo finora solo per il personale, in futuro speriamo di averne a sufficienza anche per gli studenti”.

Molte scuole, specie le primarie di primo grado hanno inviato una mail ai genitori in cui comunicano che non hanno disponibilità di mascherine chirurgiche per gli alunni. Mentre molte primarie non hanno dato disposizioni chiare su quale dispositivo utilizzare, se quelle chirurgiche o quelle in tessuto.

La mascherina va indossata sempre in “situazioni dinamiche” o con distanziamento inferiore a un metro, ad esempio quando il docente si sposta nell’aula. Si indossa per andare in bagno, per raggiungere l’area della ricreazione, per raggiungere la palestra.

Ma che tipo di mascherina? Qui il dilemma è amplissimo. Perché il personale docente e non docente è tenuto a indossare le mascherine chirurgiche, targate Ce e validate dall’Inail. A fine giornata vengono cambiate e sono in dotazione dell’Istituto. Gli studenti (si legge da un protocollo destinato alle famiglie di una primaria), da una parte “devono indossare le mascherine chirurgiche durante gli spostamenti, e in tutte le situazioni dinamiche”, ma nel frattempo, sempre lo stesso protocollo, autorizza la mascherina “non marcata Ce e non validata dall’Inail, comprese quelle autocostruite, solo per la popolazione (studenti e familiari)”. Una contraddizione che manda in confusione più di qualche genitore. La spesa per una mascherina chirurgica all’anno per uno studente è di 100 euro. Per una famiglia diventa un costo che si va a sommare a molti altri “fissi”.

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