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Bufera sul direttore del Teatro Sociale

Lettera a sindaci e al governatore Zaia: “Rifiuto che crea disagio. Gli accordi erano già definiti”

Bufera sul direttore del Teatro Sociale

Ritardi, accordi cancellati, L’opera Rigoletto rifiutata, e programmazione incerta: la direzione del teatro Sociale di Rovigo finisce nella bufera. Venerdì scorso l’assessore alla cultura Roberto Tovo aveva spiegato che la stagione lirica del Sociale sarebbe partita entro fine anno e che si stava lavorando alla programmazione. Ora emerge una linea di condotta da parte del direttore del teatro Luigi Puxeddu che solleva dubbi e sconcerto da parte dei vertici del Teatro Stabile del Veneto, dei teatri di Padova e Treviso e dell’Orchestra di Padova e del Veneto, che solitamente collaborano alla programmazione del fiore all’occhiello della cultura rodigina.

Ed è per questo che il presidente del Teatro Stabile del Veneto, Giampietro Beltotto, ha scritto ai sindaci di Treviso, Padova, al sindaco di Rovigo Gaffeo e all’assessore regionale alla cultura Cristiano Corazzari. Una lettera dove emergere lo stupore, e lo sconcerto per la decisione “del teatro di Rovigo di uscire dalla compagine dei soggetti pubblici che storicamente si costituisce per la produzione lirica, che impegna anche la Regione Veneto”. Una scelta definita un “vulnus economico” e “a detta dei dirigenti competenti” senza presupposti dal punto di vista artistico”.

I vertici del Teatro Stabile parlano anche di “sabotaggio” verso le aggregazioni in campo culturale, e chiedono alla Regione di valutare la vicenda, sostenendo che “la Regione Veneto premia le aggregazioni dunque non premierà chi le sabota”.

Il gran rifiuto del teatro Sociale di Rovigo è poi spiegato in una lettera spedita anche al governatore veneto Luca Zaia. E in una lettera del direttore artistico del teatro Verdi di Padova, Federico Faggion. Il quale spiega, riferendosi alla seconda metà di settembre, di aver ricevuto una comunicazione dal direttore del teatro Sociale Puxeddu, dove annunciava il ritiro di Rovigo dalla coproduzione artistica del Rigoletto (coproduzione con Treviso, Padova, Bassano). Secondo Faggion la motivazione del ritiro sarebbe nel mancato sconto richiesto all’Opv sui costi dell’orchestra. E questo “dopo che lo scorso 21 luglio erano stati presi accordi per 5 recite complessive”. Faggion spiega anche che il ritiro di Rovigo rischia di creare un innalzamento dei costi per gli altri soggetti e di defezione da parte degli artisti. Faggion si chiede anche se di tale scelta, a suo dire “incredibile” ne fossero a conoscenza anche sindaco di Rovigo e assessore alla cultura. “In questo modo si rischia di compromettere i rapporti tra istituzioni e di collaborazione con il Teatro di Rovigo”.

Il no al Rigoletto è stato stigmatizzato anche da Claudio Ongaro, direttore del Teatro Stabile Veneto, che ha precisato che l’abbandono “dell’unica coproduzione lirica regionale rimasta in programma in questa difficile fase” risale al 16 settembre. Una coproduzione impostata “come parte di una strategia di rilancio delle coproduzioni venete”. Rovigo al centro delle critiche anche perché prima avrebbe imposto un cambio di titolo, da Così fan tutte al Rigoletto, per poi ritirarsi dal progetto “a cast artistico già impegnato con evidenti conseguenze economiche e reputazionali”

Sconcerto anche da parte dei vertici dell’orchestra di Padova e del Veneto, prima per la cancellazione di un concerto, fissato per il 26 luglio, “donato” dalla fondazione Cariparo alla città di Rovigo e annullato il 13 luglio “per incertezze sulla collocazione e sede del concerto. E poi per il ritiro dal Rigoletto “con due repliche a Rovigo”. Evento che a Rovigo sarebbe costato 20.800 euro. Opv spiega anche che aveva proposto al Sociale uno sconto. Ma sono stati rifiutati sia il concerto gratuito che il Rigoletto”, opera prevista per il novembre 2020. Ecco allora che dalle maggiori istituzioni artistiche del veneto si esprime “rammarico e disagio” e preoccupazione per “la collaborazione e programmazione futura”. insomma il teatro Sociale di Rovigo rischia di ritrovarsi isolato. E tutti si chiedono se dirigente comunale del teatro, sindaco e giunta, siano al corrente di questa situazione.

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