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IL CASO

Teatro, l’imbarazzo del Comune

Da luglio si lavorava al Rigoletto con Treviso e Padova. “Costi non consoni alle casse comunali”

Teatro, l’imbarazzo del Comune

Una mail scarna e senza motivazioni, quella inviata il 21 settembre dal direttore artistico ai colleghi di Treviso, Stefano Canazza e di Padova Federico Faggion. “Vi comunico ufficialmente che non ci sono più le condizioni necessarie per un percorso comune di coproduzione per il Rigoletto”.

La motivazione, sarebbe, secondo quanto ricostruito tra Padova, Treviso e Venezia, visto che la questione è finita sul tavolo del presidente del Veneto Luca Zaia, è che l’Orchestra di Padova e del Veneto era troppo esosa. Fa tuttavia presente Faggion, del teatro di Padova: “Abbiamo i preventivi della Opv dal 21 luglio e Puxeddu ha sollevato il problema solo quando si erano presi gli accordi con tutta la compagnia di canto, direttore d’orchestra e le trattative sono state su un numero di 5 recite”. L’addio repentino di Rovigo, “crea problemi a Treviso e Padova con un sovraccarico di costi - conclude Faggion - Non posso credere che l’assessore di Rovigo e il dirigente possano avallare tali scelte che vanno a compromettere i rapporti tra istituzione e quelli storici di collaborazione con il teatro di Rovigo”.

La figuraccia a livello istituzionale e di relazioni tra teatri, in un momento di difficile ripartenza per tutto il mondo dello spettacolo, sorprende anche il sindaco Edoardo Gaffeo e l’assessore alla Cultura e vicesindaco Roberto Tovo. “Siamo rimasti veramente sorpresi e stupiti di quanto è emerso in merito al Teatro Sociale, al direttore Luigi Puxeddu e ad un mancato accordo con gli altri Teatri Veneti, per l’opera lirica Il Rigoletto”, è quanto dichiarano il primo cittadino e l’assessore.

Gli amministratori entrano poi nel merito della questione: “Non è assolutamente nostra intenzione sottrarci a collaborazioni regionali che siano positive sia per il nostro Teatro, che per le altre realtà con le quali abbiamo collaborato positivamente. A titolo di esempio, la stagione di prosa è in fase di realizzazione grazie alla proficua collaborazione con Arteven”.

Poi l’affondo alla Regione che sembra tuttavia giustificare le decisioni prese last minute da Puxeddu: “Il Teatro Sociale a cui sono stati continuamente tagliati e negati finanziamenti regionali (attualmente ridotti a soli 25 mila euro per tutta la stagione teatrale), proprio durante la valutazione di queste collaborazioni, ha dovuto fare delle scelte visti i costi imposti dai partner per la realizzazione di Rigoletto. Il direttore artistico non ha ritenuto opportuno stanziare una cifra troppo elevata per questa tipologia di spettacolo che è bene ribadire si tratta di un allestimento ridotto, ossia semi-scenico”.

E ancora la giustificazione alle scelte del direttore artistico di Rovigo: “D’altra parte nessun impegno era stato sottoscritto, gli accordi erano in fase di definizione e ci risulta normale che un partner possa non impegnarsi su costi ritenuti non consoni, soprattutto se sostenuti interamente dalla casse comunali”.

Le porte del capoluogo polesano, tuttavia, non rimangono chiuse, almeno sulla carta: “Confermiamo la nostra disponibilità e l’interesse a mantenere interlocuzioni per collaborazioni regionali riguardanti ogni tipo di spettacolo: lirico, di prosa o concertistica. Confidiamo che la Regione possa premurarsi di erogare a Rovigo fondi comparabili a quelli destinati agli altri Teatri di pari riconoscimento artistico. Assicuriamo comunque, a tutti gli spettatori che, con scelte oculate, il direttore artistico sta preparando adeguata e prestigiosa rassegna di spettacoli per il pubblico del Teatro rodigino, con stagione lirica al momento programmata, come usuale, a partire dal mese di novembre”.

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