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Cassa integrazione: stand by ancora per 320 imprese polesane

Di queste 250 circa sono a pagamento diretto ai lavoratori, che restano ancora in attesa

Cassa integrazione: stand by ancora per 320 imprese polesane

Sono 320 le aziende del Polesine che aspettano ancora che le pratiche relative alle proprie richieste di cassa integrazione vengano definite dall’Inps. Di queste, 250 sono a pagamento diretto dell’Inps ai lavoratori, senza dunque l’anticipo garantito dall’azienda: questo vuol dire che i lavoratori di queste 250 aziende (non è dato sapere quanti siano) stanno aspettando che le pratiche vengano sbrigate, per poter vedere finalmente i soldi dell’integrazione al reddito.

A precisarlo è direttamente Roberta Carone, direttrice provinciale dell’Inps di Rovigo, che fa il punto sulle varie tipologie di cassa integrazione e sull’andamento delle relative pratiche, nella nostra provincia, alla luce dell’emergenza Covid.

Nel dettaglio, restano da definire 100 pratiche relative alla cassa integrazione ordinaria, tutte a pagamento diretto; 70 relative al Fis, in cui le aziende hanno anticipato il dovuto ai lavoratori e sono loro ad essere esposte nei confronti dell’Inps; e 150 relative alla cassa in deroga, tutte a pagamento diretto ai lavoratori. Totale, 320 pratiche da definire. “Invece - precisa la Carone - relativamente alle prestazioni Fsba, gestite da Ebav, l’Inps è estraneo”: il riferimento è a 35mila lavoratori veneti dell’artigianato senza soldi da mesi.

“La reale situazione per quanto di competenza Inps nella provincia di Rovigo è la seguente - spiega la direttrice Inps - alla data di domenica scorsa, sono state definite tutte le domande di cassa integrazione ordinaria a conguaglio (quelle in cui sono le imprese ad anticipare ai lavoratori i compensi che successivamente conguagliano con l’Inps) e ne residuano solo un centinaio con pagamento diretto agli utenti da autorizzare, con un totale di 2.751 domande autorizzate dall’inizio della pandemia ad oggi (1.579 a pagamento diretto, 1.172 a conguaglio)”. “Ciò significa - precisa - che sostanzialmente non vi sono giacenze e che le domande di cassa integrazione in cui viene chiesto il pagamento diretto da parte dell’Inps sono il 43% del totale”.

“Dati confermati - secondo la direttrice Inps - anche per il Fis: tutte le domande a pagamento diretto sono già autorizzate; una settantina a conguaglio, con i compensi anticipati dalle imprese, in lavorazione, su un totale di quasi 1.300 domande autorizzate. Relativamente al Fis - precisa ancora la Carone - le domande a pagamento diretto da parte dell’Inps sono il 60% del totale, quindi più di quelle anticipate da parte delle aziende”.

“Per la cassa integrazione in deroga, che come è noto sono tutte a pagamento diretto da parte dell’Inps, sono in corso di autorizzazione circa 150 domande a fronte di 4mila domande ad oggi già autorizzate”, conclude la direttrice.

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