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L’ALLARME

“Stop all’abusivismo porta a porta”

L’Aoeb: “Parrucchieri ed estetisti si ritrovano a dover fare i conti con una concorrenza sleale”

“Stop all’abusivismo porta a porta”

Gli operatori del benessere di Badia Polesine si uniscono per lanciare un grido di protesta volto a segnalare un pericoloso e pesante aumento dell’abusivismo porta a porta.

La difficile e lenta ripresa dopo le settimane di chiusura forzata della scorsa primavera sembra essere risultata ancora più difficile per parrucchieri, estetisti e, più in generale, per gli operatori del benessere badiesi che, oltre a dover fare i conti con la difficoltà a riprendere il ritmo di lavoro pre lockdown dovuta alla diffidenza dei clienti nel recarsi nuovamente nei loro centri ed attività, nonostante tutte le precauzioni del caso prese per contrastare la diffusione del Covid 19, si sono ritrovati a dover fronteggiare una lotta impari con l’abusivismo. Gli esercenti badiesi del settore legato alla bellezza e alla cura personale hanno quindi deciso di fare squadra per portare alla luce questa problematica che sta ulteriormente danneggiando le attività locali e cercare di contrastarla. A questo proposito, nei giorni scorsi, gli operatori titolari delle attività che stanno vivendo in prima persona la situazione di svantaggio, si sono ritrovati per discuterne assieme all’Associazione operatori economici badiesi e alla presenza del consigliere capogruppo di maggioranza Cristian Brenzan a rappresentare la sensibilità dell’amministrazione badiese.

“In un periodo d’inizio ripresa - fanno sapere dall’Aoeb, l’Associazione degli operatori economici badiesi - parrucchieri ed estetisti, dopo un lungo periodo di chiusura forzata, si ritrovano a dover fare i conti con una concorrenza sleale addirittura pubblicizzata sui social, vedendosi diminuire il flusso di clientela che permetteva loro di mantenere in piedi la propria attività, la propria famiglia e talvolta dipendenti”.

“Questo incontro - proseguono - è figlio di un’emergenza non solo legata al rischio di far chiudere attività che da anni operano e contribuiscono alla crescita del territorio e al rischio di perdita di posti di lavoro, ma anche la volontà di garantire una sicurezza igienico sanitaria al cliente per non dover tornare ad un aumento di contagi da Covid. Questo vuole essere l’inizio di una serie di azioni per puntare i riflettori sulla questione e dar voce a tutti coloro che si trovano in una situazione di concorrenza sleale”.

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