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LE SCADENZE

Ripartono pignoramenti e attività di riscossione. In Polesine, 100 milioni solo del 2015 da recuperare

Erano stati sospesi per l'emergenza sanitaria. L'emerge è stata prorogata, ma la riscossione no

Ripartono pignoramenti e attività di riscossione. In Polesine, 100 milioni solo del 2015 da recuperare

Da ieri sono ripartiti, da parte dell’Agenzia delle Entrate, pignoramenti e attività di riscossione, sospesi da marzo fino al 15 ottobre. E tutto questo anche se l’emergenza sanitaria è stata prorogata fino al 31 dicembre prossimo.

Per quanto riguarda la provincia di Rovigo, prendendo solo le cartelle al 31 dicembre 2015 per esempio - visto che si parla di quelle precedenti al Covid - sono 12.698 per un totale di 108.643.955 di euro. In Veneto, lo sempre nel 2015, in totale 196.872 cartelle per un totale di 2.459.074.378 di euro.

La tregua fiscale ha riguardato la sospensione del versamento di tutte le entrate, tributarie e non, derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e avvisi di accertamento affidati all’agente per la riscossione. Le cartelle sospese sono quasi 9 milioni e la stragrande maggioranza riguarda debiti inferiori a 5mila euro, mentre il 36% dei casi riguarda tasse non pagate.

I pagamenti che erano stati sospesi dall’8 marzo (per i soggetti con residenza, sede legale o la sede operativa nei comuni della cosiddetta “zona rossa” la sospensione decorre dal 21 febbraio 2020) al 15 ottobre, dovranno essere effettuati entro il 30 novembre, ovvero entro il mese successivo alla scadenza del periodo di sospensione.

La fine della sospensione riguarda prevalentemente questi atti fiscali: cartelle di pagamento; avvisi di accertamento esecutivi; avvisi di accertamento in materia doganale; ingiunzioni degli enti territoriali; nuovi avvisi di accertamento esecutivi per i tributi locali.

Per le cartelle di pagamento in scadenza nel periodo di sospensione (quindi al 15 ottobre), è possibile richiedere una rateizzazione. La domanda per evitare l’attivazione delle procedure di recupero da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, dovrà essere presentata entro il 30 novembre prossimo.

In verità, però, le cartelle riguarderanno 18 milioni di contribuenti, con una tabella scaglionata che prevede la prima tranche di cartelle di circa 9 milioni, che dovrebbero essere inviate nei prossimi 6 mesi. L’importo complessivo degli atti in sospeso potrebbe aggirarsi intorno ai 50 miliardi di euro.

Secondo i numeri ufficiali, illustrati dal direttore della struttura, Ernesto Maria Ruffini, a “pagare” di più saranno i cittadini, perché dei 18 milioni di soggetti iscritti a ruolo “15 milioni sono persone non titolari d’impresa, cittadini che hanno delle cartelle per multe o cose simili, e circa 3 milioni sono imprese”.

Finora non è passata la linea di quanti chiedono un ulteriore rinvio, sarebbe il terzo. Il tema della proroga trova su fronti diversi anche le forze che compongono la maggioranza, che si è spaccata con Iv e M5s favorevoli e Pd e Leu contrari. A scendere in campo sono anche le opposizioni con il leader della Lega, Matteo Salvini, che davanti alla sede dell’Agenzia, aveva lanciato un messaggio: “Chiediamo che si fermi l’invio, non sono indirizzate a delinquenti: in grandissima parte sono cartelle destinate a persone perbene che, semplicemente, non riescono a pagare anche per colpa della crisi sanitaria”.

Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, nei giorni scorsi aveva spiegato che ci sarebbe stata “solo la normale ripresa graduale delle attività di riscossione” per pagamenti che riguardano “debiti precedenti al coronavirus”. “Abbiamo rinviato molte tasse, siamo stati fra i governi che più hanno dilazionato i pagamenti, abbiamo anche sospeso per parecchi mesi tutte le cartelle, ed ora abbiamo detto all’Agenzia delle Entrate che bisogna ripartire con gradualità” ha spiegato. “Abbiamo detto all’Agenzia delle entrate che bisogna ripartire con grande gradualità - aggiunge - è chiaro che la ripresa non sarà immediata, per cui dal 15 ottobre non avremo le cassette postali piene”.

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