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OCCHIOBELLO

“Nuovo” outlet, ecco come sarà: 80 appartamenti per anziani e servizi

Due cordate di imprenditori sono interessate al rilancio, per entrambe l'idea è un cambio di destinazione d'uso radicale

“Nuovo” outlet, ecco come sarà: 80 appartamenti per anziani e servizi

Da immensa area commerciale, a grande residence per anziani. E non un residence qualunque, ma un servizio assistenziale dedicato alla terza età di alta qualità. Sembra ormai essere questa la strada tracciata per la rinascita dell’outlet di Occhiobello, mai partito davvero, ora dichiarato ufficialmente fallito. Un fallimento che porterebbe con sé, secondo le attuali stime, la bellezza di 51 milioni di euro di passivo. Un fallimento all’interno del quale si sarebbe insinuato anche lo stesso Comune di Occhiobello.

Una vicenda, in realtà, molto triste che dal principio aveva riempito di aspettative i Polesani, che si immaginavano davvero di poter avere a due passi da casa un maxi outlet di grandi firme ma che, allo stesso tempo, aveva creato anche grandissime aspettative in termini di posti di lavoro sul territorio. Ma poi, alla fine, aperto con soli pochi negozi, e senza le tanto attese grandi firme, ha resistito per così poco tempo che in pochissimi hanno avuto modo di visitarlo.

Ma, ora, quella grande struttura potrebbe davvero vedere la rinascita, anche se - di fatto - quasi sicuramente, con una destinazione d’uso che nulla ha a che vedere con l’originale. Sembra ormai certo che potrebbe diventare un centro per anziani. O meglio, un’area dedicata ai servizi per la terza età.

Sono infatti almeno due le cordate di imprenditori che hanno dimostrato interesse per la zona, ed in entrambi i casi, l’idea di rinascita legata al luogo è la medesima: appunto quella di trasformarlo in un residence per anziani di qualità.

I coloratissimi spazi dedicati ai negozi potrebbero trasformarsi in una ottantina di appartamenti per la residenzialità degli anziani autosufficienti, ma nei grandi spazi dell’ormai ex outlet potrebbero nascere, affiancati, anche servizi di comunità dedicati, appunto, sempre alla terza età.

Insomma, non una casa di riposo “qualunque”, ma un residence con spazi privati per gli anziani, ma anche spazi comuni per la socialità e l’assistenza.

Una idea che non dispiace per nulla al territorio, che eviterebbe così che l’area si trasformi in una piccola città deserta, abbandonata al degrado, e vedrebbe realizzato un servizio che, di fatto, in un territorio anziano come il Polesine, sarebbe sicuramente utile.

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