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L’INTERVISTA

“Sulla questione Autonomia sarò come un falco”

Erika Stefani, 49 anni: “Ho già avvicinato la Gelmini e parlerò con Draghi, il Veneto la pretende”

“Sulla questione Autonomia sarò come un falco”

13/02/2021 - 19:42

E’ stata la prima a varcare l’ingresso del Colle, in giacca in tweed bianca e nera con bottoni dorati, stile Chanel. Ma per Erika Stefani, avvocato 49enne della provincia di Vicenza e leghista, neo ministro per la Disabilità, non era la prima volta. Nel primo governo Conte, infatti, ha rivestito l’incarico di ministro per l’Autonomia, anche se a causa dei veti pentastellati, non è riuscita a portare a termine il suo mandato, l’autonomia per Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Ieri dopo il giuramento ha ripreso un treno per tornare a Vicenza. Ma già oggi sarà nuovamente a Roma, al lavoro.

Ministro, è stato emozionante anche questo giuramento, nonostante la cerimonia più asciutta e senza lo stuolo dei fotografi?

“In genere il muro di fotografi contribuisce ad aumentare l’emozione. Sono arrivata conoscendo molte persone e colleghi ministri, quindi ero serena. Poi quando si presta il giuramento è un momento molto intenso. Sergio Mattarella mi guardava fisso negli occhi e a parte che lui si chiama Mattarella e io Stefani, lui è il presidente della Repubblica, io sto per diventare servitore del popolo ed è una forte responsabilità”.

E’ un ministero senza portafoglio, ma di grande responsabilità.

“Posso dire che il presidente della Repubblica mi ha presa da parte dopo il giuramento, per dirmi che mi è stato affidato un incarico che trova la sua grande sensibilità. Io ho risposto che sono a sua disposizione. C’è un mondo attorno alle disabilità, che sono le fragilità di un popolo di persone che ha una carica di amore e di possibilità che devono essere abbracciate metaforicamente da questo stato e dalla collettività. Ci sono in questo mondo molte problematiche toccano vari settori, ma anche iniziative straordinarie, come nel campo dello sport. Il Coronavirus ha per esempio allargato le crepe nel muro che erano interne alla scuola. Quando mi hanno indicato questo ministero ho avuto una morsa allo stomaco. Non è il dicastero dei numeri, delle norme, ma della gente con gli occhi pieni di speranza, per le quali mi impegno a svolgere il mio ruolo al mio meglio, cercando di essere inclusiva anche con gli altri ministeri. Seguirò il percorso di Lorenzo Fontana e di Alessandra Locatelli, che mi hanno preceduta”.

Le dispiace non occuparsi più di Autonomia?

“Be’, lo scriva, io non lo lascio mica il tema, perché è un tema veneto, perché tutti in Veneto si sono spesi per l’autonomia. Dopo il giuramento ho avvicinato Mariastella Gelmini (neo ministro per gli Affari regionali e le Autonomia ndr). E le ho detto ‘se vuoi io ti racconto il tuo ministero che ho retto per 14 mesi conosco le questioni che riguardano le classiche attività e conosco l’autonomia differenziata. Sono a tua disposizione per spiegare’. Il tema non lo mollo, sarò come un falco, il tema dell’autonomia è preponderante”.

Il premier Mario Draghi è sensibile al tema dell’Autonomia?

“Spero che il presidente Draghi abbia la possibilità di ascoltarmi. Non vorrei andare a invadere terreni altrui ma vorrei ricordare che c’è un referendum e un popolo che la sta aspettando da tempo, la pretende”.

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