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INFRASTRUTTURE

"La Nogara-Mare è indispensabile"

Gessica Ferrari: "Recovery plan ultima occasione affinché non rimanga una strada promessa"

"La Nogara-Mare è indispensabile"

Il futuro della città etrusca è aggrappato a nuove infrastrutture viarie per toglierla dall’isolamento, per questo è necessario che l’autostrada Nogara-Mare Adriatico sia indicata come indispensabile per accedere ai fondi del Recovery plan. E’ l’appello che arriva dal Partito democratico che boccia la classificazione fatta dalla Regione che ha messo tale opera tra quelle “necessarie”, escludendola quindi tra quelle “indispensabili”. Per questo il Pd sollecita istituzioni e forze politiche locali a fare squadra per non perdere l’opportunità dei fondi europei, quasi sicuramente l’ultima chiamata per vedere realizzata tale opera attesa da 40 anni.

“Parte delle risorse ottenute dall’Europa, circa 25 miliardi di euro – spiega Gessica Ferrari del direttivo dem - saranno destinate all'implementazione infrastrutturale sulla base delle priorità assegnate dalla Regione. Per il Polesine potrebbe essere l’occasione, già persa in passato, di realizzare il tratto autostradale ‘Autostrada regionale medio padana veneta Nogara-Mare Adriatico’, inserito fra i progetti del Recovery plan regionale con un costo per la sua costruzione preventivato in 2 miliardi di euro, finanziato interamente da trasferimenti europei, con tempi di realizzo stimati in 72 mesi. Più volte il Pd ha ribadito che la Nogara–Mare completerebbe l'asse stradale ovest–est, togliendo Adria dall'isolamento e collegandola in modo da rendere più sicuro e agevole il deflusso di merci e persone, che darebbero un forte impulso all'economia locale creando le condizioni per invertire il trend e avviare la crescita per allineare la provincia di Rovigo alle altre province venete più virtuose”.

Tuttavia Ferrari rileva che “nonostante le esternazioni positive per la nostra città e per lo sviluppo di tutto il Basso Polesine, il progetto autostradale preliminare è rimasto per anni nei cassetti della Regione, tanto da non arrivare mai all’approvazione. Il mancato accordo fra l'ente pubblico e i soggetti concessionari relativamente alla compartecipazione al finanziamento, ha trovato epilogo in tribunale con la sentenza del Consiglio di Stato nel 2019, che ha dato ragione alla Regione e di conseguenza bocciando il progetto”.

Si arriva all’oggi e il Pd non condivide la decisione della Regione che “pur inserendo tale opera nel Prrr, attribuisce una priorità di tipo 2, quindi non indispensabile ma semplicemente necessaria, con tempi di realizzo inadeguati. Le grandi opere pensate a favore del Polesine evidentemente o sono troppo costose, o, anche se finanziate, non sono ritenute indispensabili. Si tratta dell'unico intervento ex novo – incalza Gessica Ferrari - che andrebbe a colmare un gap infrastrutturale annoso per il nostro territorio innescando un effetto domino positivo sull'occupazione e sul settore turistico su cui Adria potrebbe avere un grande potenziale, insieme a tutto il Delta. L'opera non può quindi ritenersi semplicemente ‘necessaria’, bensì indispensabile e auspicabile, perché da tempo attesa dagli operatori locali stretti nella morsa di una crisi che non trova soluzione e assolutamente sostenibile dal punto di vista dell’impatto ambientale”.

A questo punto l’esponente dem pone l’attenzione sulle questioni ambientali rilevando che “ai progettisti è richiesta un’attenzione particolare verso il green building, pertanto oltre al rispetto delle normative, devono essere adottate tecniche costruttive innovative. Inoltre va incoraggiata la diffusione di veicoli elettrici e a zero emissioni: tutela dell'ambiente, riduzione dell'inquinamento atmosferico e acustico è parte integrante del progetto di grandi opere, molto di più di quello che si potrebbe raggiungere con un potenziamento di vecchie strade esistenti”.

E conclude ribadendo che “la Nogara–Mare Adriatico potrebbe essere la via maestra per uno sviluppo territoriale che l'Europa incoraggia, specialmente se destinata a risolvere squilibri infrastrutturali fra le diverse aree regionali. Vedremo se l'amministrazione affronterà la questione in Consiglio comunale dato che la città sta affrontando un crisi economica senza precedenti e tenere alta l'attenzione su grandi investimenti che la riguardano direttamente è assolutamente auspicabile. Le scelte della Regione sulla destinazione dei fondi europei sembrano al momento non privilegiare la nostra provincia nonostante il Piano regionale dei trasporti 2030 indichi fra i sui obiettivi il potenziamento della mobilità regionale, e tenga in considerazione il tema dell’equità, ossia l’attenuazione delle disparità in termini di dotazioni infrastrutturali e servizi che sono alla base degli squilibri economici e sociali fra territori all’interno della regione, in modo da invertire le attuali tendenze demografiche caratterizzate dallo spopolamento dei centri periferici verso i centri maggiori. Il governo Draghi è impegnato a ridisegnare il Recovey plan, quindi auspichiamo che la Nogara–Mare Adriatico non rimanga una strada promessa”.

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