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VERSO LA RIAPERTURA

Gli esercenti: “Siamo pronti, ma esasperati”

Lunedì bar e ristoranti tornano operativi, ma solo all’esterno. “Contenti, ma stanchi di questo ‘apri e chiudi’”.

21/04/2021 - 19:59

Sorrisi sì, ma a metà. Perplessi, e forse anche un po’ persi, di fronte ad una marea di norme che cambiano continuamente e di cui si fa fatica a seguire il filo (e la logica). I ristoratori e i baristi polesani si preparano alla grande apertura: si inizia lunedì 26 aprile, ma il servizio potrà avvenire soltanto all’esterno.

Per cenare all’interno dei locali, infatti, si dovrà aspettare il prossimo primo giugno, con l’incubo però del coprifuoco ancora fissato alle 22. Ecco come si stanno preparando i ristoratori rodigini alle novità, e qual è il loro pensiero sulle regole in vigore a partire da lunedì. Claudio, de “El Cogheto”, si dice speranzoso: “Speriamo sia la volta buona e che siano finite queste chiusure. Finalmente stiamo iniziando a vedere un po’ di luce perché abbiamo voglia di guardare avanti dopo un anno abbondante molto difficile. Siamo pronti per iniziare e non vediamo l'ora di riaccogliere la gente nel nostro locale”.

Esprime cauto ottimismo anche Marco del Bar Venezze: “Mi auguro che sia finita con questi ‘apri e chiudi’ e che sia la volta buona per dimenticarci di questo anno segnato dalla chiusure. Abbiamo allestito l’area esterno e seguiremo tutti i protocolli, siamo molto molto contenti di queste aperture ‘anticipate’ rispetto a quanto era previsto precedentemente”.

Un po’ sconfortato, invece, è Simone dell’Antica Trattoria Dante: “Purtroppo l’apertura solo dell'esterno non è il massimo, avrebbero dovuto pensare anche all’interno soprattutto perché siamo in balìa del meteo. Mi sembra una presa in giro così come stati gli aiuti di questo anno, solo bravi a chiudere senza un minimo di progettazione”.

Sulla stessa linea d'onda è l’opinione di Redy de La Commenda: “Stare fuori a mangiare al freddo, visto che non è proprio estate, non è proprio simpatica come cosa. Si poteva pensare anche ad aprire dentro con le dovute distanze, un modo per tornare a lavorare normalmente anche se di questo passo la vedo ancora un po' lunga la questione. Come ci sentiamo? Poveri di spirito perché siamo esasperati e poveri di portafoglio perché gli aiuti sono stati bazzecole”.

Francesco, del ristorante Alicanto, dice: “Siamo contenti perché abbiamo la possibilità dell'estivo, ma chi non ce l’ha giustamente non è proprio contento. Anzi. Puntiamo su queste riaperture che siano di buon auspicio per tornare alla normalità, siamo carichi e speranzosi”.

Infine, una visione ottimistica ce l'ha Davide di Pane&Caffè: “Siamo curiosi perché la gente ha voglia di tornare ad avere quel rapporto umano che c'è quando si entra in un esercizio commerciale. Non vediamo, quindi, l’ora di poter ‘riabbracciare’ le persone e il sentimento che ho, personalmente, è felicità”.

Così come afferma Renata della pizzeria Vesuvio: “Eravamo stanchi di stare chiusi ed è tutto pronto per tornare a essere operativi. Sono felice perché queste riaperture sono un segnale, anche se piccolo, di un ritorno alla normalità”.

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