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Nutrie rovina canali: “Intervenire”

Lavori in corso sul Collettore Padano Polesano.

Nutrie rovina canali: “Intervenire”

21/04/2021 - 17:38

Le nutrie scavano tane e danneggiano i canali, compreso il Collettore Padano. Danni che chiamano all’intervento il Consorzio di bonifica, che chiede alla Regione di intervenire in forma definitiva contro il proliferare delle nutrie.

Il Consorzio di Bonifica Adige Po, nelle scorse settimane, ha anticipato a causa della prematura siccità, il servizio irriguo, innalzando di fatto il livello medio delle acque nei canali. L’innalzamento messo in atto, ha registrato delle conseguenze negative nel canale Collettore Padano polesano, il canale artificiale che scorre in Polesine tra il Canalbianco e il Po. Le copiose infiltrazioni nelle arginature nel bacino di Casette, nel Comune di Loreo, hanno dato inizio a un cedimento dell’argine.

“Grazie al controllo del personale consorziale, l’intervento di messa in sicurezza dell’arginatura è stato prontamente attivato”, ha detto Roberto Branco, presidente del Consorzio di bonifica Adige Po - L’intervento più urgente ha interessato un tratto di circa 20 metri dell’argine destro, sito a monte del ponte Chiavegoni, che ha visto l’indebolimento del piede dell’arginatura a contatto con l’acqua, causato dalla presenza di cunicoli e tane presumibilmente di nutrie o altri animali, oltre alla presenza di numerose micro tane appartenenti ai gamberi rossi della Louisiana”.

Per porre freno alle pericolose infiltrazioni, è stato realizzato un diaframma impermeabile nell’arginatura, per rinforzare e ricostruire l’argine nei punti cedevoli. Ulteriori lavori di ripristino nel tratto del Collettore padano polesano, prenderanno avvio nei prossimi giorni e interesseranno un tratto di circa 50 metri dell’argine destro del Collettore, situato a monte dell’impianto idrovoro “Casette”, che ha presentato un evidente indebolimento associato ad un cedimento con spostamento dell’intero corpo arginale.

Il costo complessivo dell’intervento, supera i 100.000 euro - continua il presidente Branco - e dimostra come in assenza di monitoraggio continuo, i danni provocati dagli animali presenti sul territorio possano essere causa di danni ingenti lungo le centinaia di chilometri dei corsi d’acqua arginati del Polesine”.

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