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LA STORIA

“Io, prigioniera del mio inquilino”

L’affittuario non paga da un anno e mezzo. Una pensionata: “E' un pregiudicato, a casa mia ha fatto anche gli arresti domiciliari”

“Io, prigioniera del mio inquilino”

Uno sfratto (foto d'archivio)

“Non si vive più in uno stato di diritto. Mi hanno bloccato lo sfratto in un appartamento sotto casa mia, incautamente affidato a un pregiudicato. E ora mi ritrovo con la casa occupata”. A parlare con vivo dolore della sua vicenda è un’ex insegnante di lettere di 71 anni, che vive sola nel quartiere Commenda a Rovigo. La ex prof ricorda bene le date in cui il governo ha deciso progressivamente di congelare il diritto del proprietario di riavere in possesso la sua casa per tutelare gli inquilini più deboli, in proroga fino al 30 giugno e in attesa di essere ulteriormente prorogato. Quelle date coincidono con un’agonia per lei, un’Odisea.

“Premetto che la casa dove vivo era stata divisa in due, piano terra e primo piano, per dare la possibilità a mia figlia di avere una sua casa - racconta la 71enne con la voce che trema - Quando lei è andata a vivere e a lavorare all’estero, io ho deciso di metterla in affitto, per pagare le spese, le tasse eccetera. Contratti brevi, perché effettivamente non sapevo se mia figlia sarebbe tornata e anche per avere la certezza che in tempi brevi sarei potuta tornare in possesso della casa. Mi sono fidata dell’agenzia, che mi ha presentato un signore. Questi si è presentato con un ‘architetto’ ben vestito al suo fianco. Sono venuta poi a scoprire che non era affatto architetto, ma era il suocero messo in ghingheri per l’occasione”.

L’affittuario “poco raccomandabile” è moroso dall’aprile del 2020. “Perché la tecnica è di pagare per i primi mesi in anticipo, poi, quando uno è dentro, chi si è visto si è visto - prosegue la proprietaria - Lo sfratto è stato dichiarato esecutivo il 2 gennaio, ma grazie ai vari Dpcm e decreti legge, tutti illegittimi, sono ancora schiava di questo grosso problema, che mi affligge, io che sono anche cardiopatica. Mi chiedo come mai i servizi sociali non siano ancora venuti a controllare le condizioni in cui vivono questi bambini. Io sono per non allontanarli dai genitori, per carità, ma davvero sono in pena per loro”.

La signora, che non è del tutto sprovveduta, si è rivolta a un avvocato, al tribunale e nonostante tutto non è riuscita a liberarsi da queste catene. E la sua conclusione è amarissima: “Ai miei ragazzi - guardi, mi commuovo solo a dirle questa cosa perché sono davvero scossa - ho sempre insegnato che la nostra Costituzione è bella e perfetta, perché esistono tre poteri, il potere giudiziario, il potere esecutivo e il potere legislativo. E sono tutti e tre indipendenti. Ma ora mi rendo conto che quello che decide un giudice, in questo stato, un Dpcm lo può trattare come carta straccia. E non è affatto giusto”.

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commenti 1
  • Max61

    04 Maggio 2021 - 08:08

    Piena solidarietà alla signora, poi ci meravigliamo che ci sono troppe famiglie per strada che non trovano una casa in affitto con troppe case sfitte in giro, sentendo queste notizie, non viene voglia di affittare a nessuno.

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