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Giudice di pace: “Non va chiuso”

La dem: “La politica deve individuare strade per assicurare servizi utili alla collettività”

Giudice di pace: “Non va chiuso”

21/07/2021 - 18:41

“Forse la soluzione più facile per il sindaco di Cona è la chiusura, ma il dovere della politica non è trovare soluzioni facili, bensì individuare strade possibili per continuare ad erogare servizi utili alla collettività”: è la consigliera comunale di Chioggia, Barbara Penzo, a replicare alle dichiarazioni del sindaco di Cona, Alessandro Aggio, rispetto alla questione del mantenimento del servizio del giudice di pace, per il quale Aggio aveva affermato l’intenzione di salvaguardare il servizio ma non senza risolverne i problemi organizzativi. “L’intento politico del gruppo di minoranza ‘Insieme per Cona’ è chiaro: dare una mano alle promesse del pd di Chioggia sotto elezioni con i soldi del comune di Cona”, aveva affermato il sindaco. “Il partito democratico non si interessa degli uffici del giudice di pace da soli due mesi, ma da cinque anni - ha iniziato la consigliera Barbara Penzo, rivolgendosi ad Aggio - Le possibili soluzioni: garantire la sostenibilità economica, riqualificare e riorganizzare il servizio e interloquire con il ministero”.

“Forse le era sfuggito che il richiedere un finanziamento alla regione poteva fornirci quelle risorse necessarie per sopperire anche anche ad alcune lacune organizzative - continua Penzo in replica ad Aggio - Le sfugge anche che i possibili mancati trasferimenti sono motivati dal completo abbandono ed isolamento del servizio e dal compenso economico non aggiornato ai pari livelli ministeriali e agli stessi colleghi comunali che provenendo da altri uffici e ripartizioni dell’ente perderebbero, se accettassero il trasferimento, benefici e indennità. Non sono però sufficienti inviti o richieste di mobilità interne senza una reale e complessiva riqualificazione e valorizzazione del servizio”.

La soluzione più facile per lei e forse anche per il dirigente che le ha fornito le informazioni è la chiusura, ma ribadisco che il dovere della politica non è trovare soluzioni facili, ma individuare strade possibili per continuare ad erogare servizi utili alla collettività - conclude - È un processo che si fonda sul riconoscere un servizio e si basa sulla volontà di farlo funzionare bene, sia per offrire un miglior servizio ai professionisti e ai cittadini, sia per permettere ai lavoratori dipendenti più adeguate condizioni di svolgere il loro lavoro”.

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