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CORONAVIRUS IN VENETO

"Campagna antinfluenzale e terza dose, la Regione non comunica tempi e modalità ai medici"

A dirlo sono i consiglieri regionali del Partito Democratico che sposano la protesta dei medici di base

Allarme in paese, "Mancano tre medici di base"

“Hanno ragione i medici di medicina generale a protestare: la Regione continua a non ascoltarli e a non dare indicazioni precise né sulla somministrazione della terza dose né sul vaccino antinfluenzale. È una questione di rispetto, ma non solo: ne va della salute dei veneti. Siamo già a ottobre e ancora navigano a vista. Eppure c’è una circolare ministeriale di aprile che parla chiaro: ‘si raccomanda di anticipare la conduzione della campagna antinfluenzale all'inizio di ottobre’. Perché è tutto fermo?”. A domandarlo sono i consiglieri regionali del Partito Democratico Anna Maria Bigon, Francesca Zottis, Vanessa Camani, Jonatan Montanariello, Giacomo Possamai e Andrea Zanoni dopo l’annuncio dell’assessore Lanzarin di aver acquistato un milione e 688mila vaccini antinfluenzali senza però alcun riferimento sulle tempistiche della somministrazione. “I medici di famiglia, così come i farmacisti, vanno coinvolti. La Regione non deve dimenticarsi della loro importanza, come accaduto all’inizio della campagna vaccinale contro il Covid, dove grazie al loro fondamentale contributo è stato recuperato il ritardo accumulato con la falsa partenza”.

E anche sulla terza dose, insistono i consiglieri dem, il ministero della Salute si è già espresso: “La circolare di aprile sottolineava come non l’antinfluenzale potesse essere somministrato in contemporanea ad altri vaccini, senza attendere giorni o settimane. C’è poi una seconda circolare del 14 settembre, firmata dal direttore generale della Prevenzione, Gianni Rezza: in base alle indicazioni del Cts la cosiddetta dose ‘booster’ va somministrata dopo almeno sei mesi dalla precedente, mentre quella addizionale, destinata a soggetti trapiantati e immunocompromessi per raggiungere un adeguato livello di risposta immunitaria, l’intervallo minimo scende a 28 giorni. È tutto nero su bianco. Quali sono gli ulteriori chiarimenti di cui ha bisogno la Regione?”.

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