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PORTO TOLLE

Dalla Ue i soldi per la bocca sud

Presto il tavolo tecnico per risolvere definitivamente i problemi di insabbiamento dello sbocco

Dalla Ue i soldi per la bocca sud

28/11/2021 - 09:39

 Una soluzione definitiva per lo sbocco a mare del porto di Pila: la Regione Veneto e il ministero delle infrastrutture allo stesso tavolo per risolvere il problema una volta per tutte.

Nel pomeriggio di venerdì si è svolto, in streaming, un tavolo tecnico tra la vicepresidente della regione veneto e assessore alle infrastrutture e trasporti, Elisa De Berti, e il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, sul tema del periodico insabbiamento che affligge la zona antistante la bocca sud della Laguna di Barbamarco, a Porto Tolle.

L’incontro fa seguito ad una richiesta inviata dal presidente del Veneto Luca Zaia al ministero, lo scorso marzo, volta a risolvere in modo permanente le problematiche legate allo sbocco a mare del porto peschereccio di Pila, con le relative ricadute in termini di sicurezza della navigazione e produttività del comparto di pesca.

Lo sbocco a mare rappresenta l’unica via di accesso al porto di Pila di Porto Tolle, il cui mercato ittico costituisce una delle attività più rilevanti del territorio in termini economici, grazie a strutture moderne ed una flotta che conta oltre 60 imbarcazioni adibite a pesca professionale, specializzata nel pesce azzurro, facendone uno dei principali porti a livello nazionale.

Il confronto ha interessato in particolare la questione dei frequenti insabbiamenti cui è soggetta la zona a mare antistante la bocca sud della laguna e che sono stati periodicamente risolti negli anni, dalla Regione, con interventi di dragaggio effettuati per assicurare l’incolumità degli equipaggi della flotta.

“Il tavolo tecnico di venerdì è stata un’utile occasione per sottoporre al ministero le istanze della Regione - ha affermato la vicepresidente De Berti - in particolare la richiesta da parte del Veneto è che il dicastero realizzi, anche nell’ambito delle iniziative connesse al piano Next generation Eu, un sistema di protezione della bocca sud che consenta di risolvere il problema in modo permanente. Finora siamo intervenuti con numerosi dragaggi d’urgenza, l’ultimo dei quali sta per essere ultimato, proprio in questi giorni, da parte di Infrastrutture Venete”.

Sempre Infrastrutture Venete - continua la vicepresidente - ha avviato uno studio sull’evoluzione morfologica della linea di costa del Delta, in particolare a Nord del Po di Tramontana. Vi è, infatti, la necessità di tener conto degli aspetti ambientali in gioco, considerando la fragilità dell’ecosistema in cui operiamo. “Per questo è imprescindibile - sottolinea la vicepresidente - far sedere al tavolo di confronto anche il ministero della transizione ecologica che ha una voce in capitolo importante nelle decisioni da prendere”.

Nel corso dell’incontro il ministero si è impegnato a convocare a breve un incontro, prettamente tecnico, fra Regione Veneto, ministero della transizione ecologica, ministero delle infrastrutture e Infrastrutture Venete.

“Studieremo la soluzione migliore da adottare non solo per salvaguardare un fiorente comparto economico, tutelare l’ambiente, ma anche per garantire ad equipaggi e pescherecci di poter lavorare in condizioni di assoluta sicurezza”, chiude la vicepresidente Elisa De Berti.

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