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IL RICORDO

La grande nevicata, 37 anni fa: quando ghiacciò l'Adige

Tutto iniziò il 5 gennaio. Poi fu un crescendo fra neve e temperature polari che non si sono più viste

05/01/2022 - 11:27

Per la cronaca sono passati 37 anni esatti, ma i meno giovani lo ricordano ancora come se fosse successo... ieri.

Era il 1985 quando nella notte fra il 4 e il 5 gennaio si registrarono le temperature più basse a memoria di... termometro, ovvero da quando esistono le misurazioni ufficiali Polesine (vale a dire dall’oramai lontanissimo 1914). La notte il termometro toccò una punta di -15°C (e all’epoca non c’erano - come oggi - i siti meteo che indicano le temperature percepite, perché in quel caso chissà che soglia si sarebbe toccata) e la massima del giorno 5 gennaio risalì soltanto a -5°C.

In alcune zone dell'alto Polesine - secondo le ricostruzioni dell’epoca - le temperature furono ancora più basse, tanto che si misurarono (ma non sono riportate sui bollettino ufficiali) temperature oltre -20°C.

Tutto era legato all’arrivo di un fronte artico che era calato sull’Italia subito dopo capodanno. Iniziò tutto da lì...

Il 4 gennaio - si legge sui giornali dell’epoca - era stata una classica giornata polesana, con nebbia al mattino e poi sole e un po’ di freddo nel primo pomeriggio quando il cielo iniziò a rannuvolarsi, con le nubi accompagnate dall’arrivo di un vento da Nord Est, gelido e piuttosto sostenuto.

Poi, nella notte, il vento si intensificò via via portando altre nuvole fino alle 23.30 quando iniziarono a cadere i primi fiocchi di neve, che tra l’altro attaccarono subito sul terreno. E questo, a differenza di quello che succede normalmente quando nevica in Polesine, a causa della temperatura già da ore sotto le 0°C e l’umidità ridottissima, spazzata via dalla Bora con raffiche fino a 60 chilometri all’ora.

Il risultato? Il ghiaccio - perché di questo si trattò più che di neve - si pressò ben presto sulle strade complice una nevicata orizzontale che portò ben presto ad accumuli irregolari: niente in alcuni punti, fino a 15 centimetri in altri...

La bufera di neve - in pieno stile siberiano - andò avanti per tutta la notte, portando ad un mano nevoso sui 25 centimetri, ma con accumuli anche nell’ordine del 40 centimetri.

La neve cadde almeno fino alle 7 del mattino quando lo strato ghiacciato - e pressato sulle strade dalle prime automobili - toccò i 30 centimetri mentre il termometro si fermò nella sua risalita a fra -3°C e -5°C. Un giorno intero di gelo portò a termine il “capolavoro del freddo” nell’inverno più rigido che si ricordi in Polesine a memoria d’uomo. Ed era solo l’inizio.

Dopo una tregua di alcuni giorni (sempre con temperature sotto lo zero) l'8 gennaio riprese a nevicare con le temperature che crollarono fino a -30°C sulle Dolomiti e fino a -20° nella pianura veneta. E cominciarono a gelare fiumi.

In molti paesi scoppiarono le tubature dell’acqua, mentre le strade rimasero ghiacciate e quasi impercorribili per giorni.

I giorni successivi trascorse in attesa di quella che alla Tv veniva annunciata come la nevicata del secolo. Sul Polesine la neve tornò a fioccare il 13 gennaio, e smise di cadere il 15. Quell’anno - si legge sulle cronache dell’epoca - il Po non ghiacciò del tutto, come invece era accaduto nel 1929. In compenso invece ghiacciò l’Adige. E in quei giorni molti rodigini non si accontentarono di salire sulle sommità arginali per godersi lo spettacolo, ma decisero di scendere sul “pack” per farsi una passeggiata. Di più: c’è anche chi giura - ma qui sfioriamo i confini del mito - di aver sceso di notte le “banche” arginali con una 500 e di aver provato l’ebbrezza di una guida sul ghiaccio.

Di certo - e ci sono le foto a testimoniarlo - l’Adige ghiacciato fu un grande spettacolo. Che da allora non si è più ripetuto.

 

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