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BANCA ADRIA COLLI EUGANEI

Frodi on line, le trappole da evitare

Giuriolo e Manfrin: “Non rilasciare i propri dati, e al primo dubbio contattate la filiale di riferimento”

Frodi on line, le trappole da evitare

06/01/2022 - 13:35

In tempo di pandemia corrono anche le frodi online. E’ quanto emerge da una ricerca realizzata dall’ufficio Organizzazione e sicurezza di Banca Adria Colli Euganei. Ecco allora qualche consiglio per difendersi con poche semplici precauzioni, diffuse in un reportage nel periodico della Banca.

“Al giorno d’oggi utilizziamo il web per fare praticamente tutto - commenta il presidente Mauro Giuriolo - ordinare cibo a domicilio, organizzare viaggi, controllare il conto corrente, prendere in affitto case vacanza, acquistare prodotti. Per quanto sia comodo utilizzare i servizi online che permettono di compiere tutte queste attività, bisogna ricordarsi che è possibile imbattersi in alcuni tentativi di truffa”.

“A livello nazionale, nel corso del 2020, ci sono state ufficialmente quasi centomila denunce da parte di utenti vittime di raggiri, a cui si aggiungono quanti hanno subito il danno senza sporgere regolare denuncia - spiega. Nel 2021 questo fenomeno ha registrato un ulteriore incremento, dovuto anche alla sofisticazione delle modalità di contatto con cui i truffatori accompagnano la loro azione. Con queste premesse abbiamo valutato opportuno stilare un piccolo vademecum per i nostri clienti e per il territorio”.

“Iniziamo da una chiara premessa - entra nel vivo dell’argomento Tiziano Manfrin, direttore generale di Banca Adria Colli Euganei - La banca non richiederà mai ai clienti i dati riservati di accesso relativi al portale InBank o a carte di pagamento e non invierà mai e-mail o sms con messaggi allarmanti circa un’ipotetica anomalia o interruzione dell’operatività del proprio conto corrente. Se si riceve un messaggio di questo genere allora è matematico: è un tentativo di truffa”.

In realtà - emerge dallo studio - l’obiettivo primario dei truffatori è impossessarsi dei dati personali; uno dei metodi oggi più utilizzati è il cosiddetto sms civetta, oltre al tradizionale messaggio di posta elettronica.

“Il frodatore - spiega il direttore - invia una email (il mittente sembra essere la banca) dal contenuto allarmante o accattivante, che spinge il cliente a cliccare sul link presente nel testo e a connettersi a un sito fittizio, solo apparentemente identico alla pagina web della propria banca. Qui vengono richieste informazioni riservate: nome utente, password di accesso all’internet banking, numero del cellulare, estremi della carta. Una volta comunicati questi dati il cliente talvolta riceve anche una telefonata da parte dei truffatori che, fingendosi dipendenti dell’istituto di credito o del centro di assistenza, chiedono conferma delle credenziali, rassicurando il cliente che nei tempi più brevi provvederanno a risolvere i problemi segnalati".

"Carpita la fiducia del cliente, i malintenzionati proveranno quindi a sottrarre i fondi - ammonisce il direttore - Ecco che, per evitare di cadere nella trappola, raccomandiamo di non dare mai a nessuno le proprie credenziali, password o codici di conferma, che sono strettamente personali”.

Mai collegarsi al sito a cui rimanda l’e-mail; e, se per errore dovesse accadere, non autenticarsi sul sito falso provvedendo piuttosto a chiudere il web browser, cestinando immediatamente l’e-mail di phishing - è l’avvertimento dell’ufficio Organizzazione e sicurezza di Banca Adria Colli Euganei - E se i truffatori dovessero chiamare al telefono di casa o al cellulare (spacciandosi per la banca o per una società di consulenza della banca) mai fornire dati o informazioni.

“Consigliamo invece di controllare regolarmente il conto online, in particolar modo i movimenti, avendo cura di comunicare tempestivamente alla filiale della banca eventuali variazioni dei recapiti telefonici e indirizzi e-mail- avvertono. Modificare spesso la password di ingresso, scegliendone una che contenga anche numeri, lettere maiuscole e segni di punteggiatura e non abilitando il salvataggio automatico della password sul browser sono astuzie che possono rivelarsi molto utili”.

“In realtà - precisa il direttore Manfrin - non esistono categorie di persone più esposte di altre al pericolo delle truffe online. Può capitare tanto agli anziani, che sono tradizionalmente meno tecnologici, quanto ai giovanissimi, che sono più scaltri nell’uso di tecnologie ma che hanno un’altissima reattività e quindi sono più esposti al pericolo. Ci troviamo di fronte a veri e propri professionisti della truffa – ammonisce Manfrin - con una capacità di persuasione tale da dare al malcapitato l’impressione di parlare con una persona di fiducia”.

Come difendersi allora?

“La nostra Banca ha investito molto sulla sicurezza- conclude il dg. La piattaforma InBank risponde a tutti i requisiti necessari a garantire una gestione dei rapporti dei nostri clienti in tutta tranquillità, con sistemi all’avanguardia di tutela. Tuttavia la prudenza non è mai troppa. Nel caso si abbia qualche sospetto, abbiamo consigliato a soci e clienti di mettersi immediatamente in contatto con la loro filiale di riferimento”.

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