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VERSO L’ELEZIONE PER IL QUIRINALE

Giacometti: “Vorrei una donna al Quirinale”

La deputata leghista: “Berlusconi (quasi) bruciato, e Draghi resti alla guida del governo”

Giacometti: “Vorrei una donna al Quirinale”

23/01/2022 - 09:17

Antonietta Giacometti vota una donna: Maria Elisabetta Alberti Casellati o Marta Cartabia. Sono questi i nomi che la deputata polesana vorrebbe poter scrivere sulla scheda, nell’elezione per il nuovo presidente della Repubblica che si apre domani a Montecitorio, e che la vedrà tra i 1.009 protagonisti. Ovviamente, questo è ciò che le dice il cuore. La ragione, di Stato o politica che sia, suggerirà altro: “Farò quello che dirà il partito, aspetto per domani (oggi, ndr) la telefonata del presidente del mio gruppo, Molinari, che mi dirà l’esito del summit dei leader del centrodestra di questa sera. Qualunque sarà il nome su cui la coalizione troverà la convergenza, io lo voterò”.

Giacometti, come mai Casellati e Cartabia?

“Mi piacerebbe molto vedere una donna al Quirinale. E visto che tra i nomi in ballo, in questa concitata vigilia, ci sono anche i loro, perché no? Sono persone molto posate, dal profilo istituzionale. E poi, piuttosto che i soliti uomini...”.

E se il suo partito, la Lega, dovesse decidere un nome diverso?

“Manterrò la linea del partito, non si discute. Vediamo che nome ci indicherà”.

Ma scusi, il candidato non è Berlusconi?

“Al momento è lui. E mi potrebbe anche andar bene per il suo profilo manageriale. Diciamo che non mi dispiacerebbe, ecco”.

Però?

“Però non ha ancora sciolto la riserva. E poi sappiamo bene che il primo nome che si fa è sempre quello da bruciare, e il suo gira ormai da troppo tempo e non ha ancora raccolto il sostegno necessario”.

Dunque?

“Dunque, aspetto di sentire il presidente Molinari e vedremo. Anche se c’è tempo: alla prima ‘chiama’, lunedì, non si risolverà nulla, perché le posizioni dei partiti sono ancora troppo lontane. C’è troppa divisione”.

Dunque, scheda bianca. E allora può votare una delle due donne...

“No, non credo. Credo che comunque il centrodestra farà un nome, magari proprio quello di Berlusconi. Ho la netta sensazione che scriveremo qualcosa sulla scheda”.

Se l’impasse dovesse continuare, si finirà per convergere su Draghi?

“Meglio se continua a fare il presidente del consiglio. E’ un nome che ci dà autorevolezza in Europa, e ne abbiamo bisogno, ora più che mai. Da quando c’è lui, le cose sono cambiate, e sono pure arrivati i soldi: prima era tutto fermo”.

Un giudizio positivo su questa esperienza di governo. Da parte della Lega, non era così scontato.

“Le mie sono valutazioni personali. Comunque, su certe cose il giudizio è positivo, su altre non sono molto contenta: penso all’operato del ministro Speranza, che continua a insistere su queste limitazioni davvero troppo severe, non se ne può più, ed è ora di finirla”.

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