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CARO ENERGIA

"Bollette triplicate": allevatori in ginocchio

Il settore, già in difficoltà, paga il costo di una crisi senza precedenti a causa dell'alto costo dell'energia

"Bollette triplicate": allenatori in ginocchio

Colpiti dal caro energia? E' una stangata senza precedenti. Soprattutto per un settore che non ha mai guadagnato. “Il prezzo del latte è fermo da 30 anni e abbiamo sempre dovuto cercare di sopravvivere, ma ora così non ci riusciamo più. Siamo continuamente in perdita e nessuno di noi aveva potuto mettere soldi da parte”. Sono le parole cariche di amarezza di Federico Greco, allevatore e produttore di latte nella sua azienda di Corbola che conta 450 animali dei quali 150 che insieme producono 5mila litri di latte al giorno.

Quanto siete stati colpiti dal caro energia?

"Una bolletta media della luce nella nostra azienda era di 1500 euro, ora sono diventati 4800 euro, costi più che triplicati - spiega Greco - Il gasolio agricolo costava 50 centesimi ora 1,80 euro. Il mais è passato dai 20 euro di questa estate ai 42 euro di adesso e non ce ne danno neanche perché è contingentato e anche la soia è passata da 34 euro a 60. Un’azienda medio piccola, familiare, come la nostra, perde all'incirca 12mila euro al mese”.

Con queste perdite si chiude...

“Io sono giovane e speranzoso, ma per il settore la vedo davvero male. Noi resistiamo, ma ho sentito tantissimi colleghi che hanno iniziato a mandare al macello i capi da latte. E questo significa che fra due mesi non ci sarà più latte e neanche carne. Eppure noi, nonostante tutti questi sussulti e tutti questi problemi, continuiamo da 30 anni a prendere 40 centesimi per il latte che ora ci costa di produzione oltre 50. Si capisce tranquillamente che non si riescono a far quadrare i conti così. Eppure noi non produciamo beni superflui, produciamo latte, che è un bene essenziale. Inoltre, c'è una speculazione in corso perché i prezzi sono aumentati al supermercato ma a noi il latte continuano a pagarlo uguale. I costi sono triplicati ma il prezzo non cambia, in molti non ce la faranno”.

Al tirare delle somme, di cosa avreste bisogno? Cosa potrebbe fare il governo per il vostro settore?

"O ci riconoscono l'aumento dei costi aumentando il prezzo del latte, oppure devono intervenire seriamente sulle bollette. Altrimenti non so per quanto ce la facciamo. E se mi dicono che di soldi non ce ne sono, io vorrei solo ricordare che fino ad ora abbiamo pagato la gente che stava a casa dal lavoro, perché non aiutare invece chi lavora sodo come noi? La mia è una missione, io produco cibo e tutti mangiano tre volte al giorno. Possono rinunciare ad altro ma non al cibo, e quindi finché possiamo andiamo avanti. E se ci chiuderanno i rubinetti anche le banche, allora sì dovremo fare altro".

E allora sì che il problema finirebbe con il diventare “di tutti”, come si è detto e ripetuto in questi giorni: mai come in questo momento le filiere alimentari sono una priorità dalla quale non si può sfuggire.

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